Nando e la società crudele

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Nando era un ragazzo con una lievissima anomalia, ma sin dall’infanzia è stato costretto a subire, senza tregua, le maldicenze della gente. Un giorno guardò verso il cielo e decise di liberarsi dai ceppi, che lo tenevano legato al nostro mondo, spiccando il volo verso l’azzurro

Spesso riteniamo che le leggi possano cambiare la società, ma la realtà è molto più complessa. Durante la mia infanzia era molto più facile accettare un figlio delinquente, piuttosto che omosessuale o impotente. Il solo sospetto poteva rovinare una vita.

Nando non era omosessuale e neanche impotente, aveva soltanto una lievissima anomalia, che oggi si risolve senza neanche ricorrere al ricovero ospedaliero. Ma sin dall’infanzia il vento sottile, crudele e perfido della maldicenza iniziò a soffiare sul ragazzo rovinandogli quella che solitamente è l’età più felice. I genitori prima e poi i fratelli maggiori lo raccomandavano a non partecipare ai giochi, che allora si svolgevano normalmente tra i ragazzi della sua stessa età e lo ammonivano con piglio severo di nascondere ciò che nessuno avrebbe dovuto vedere.

Quindi Nando  non poté  sottrarsi alle battute a volte sottovoce, ma neanche a quelle dette in faccia dai più  sfacciati e che si abbattevano su di lui come colpi di scure su un fragile virgulto.

Venne la giovinezza e quindi un grande bisogno di amore. Lo cercò con tutta l’anima sua ed, incredibilmente, lo trovò in una ragazza che ricambiò il suo amore. Avrebbe potuto essere felice, avere figli, ed una vita normale.

Ma la maldicenza divenne uragano e riuscì a travolgere ogni resistenza della famiglia della futura sposa. I parenti, nonostante il volere della ragazza, alzarono una cortina di ferro verso Nando. La ragazza fu mandata da uno zio, che abitava in un paese a cento chilometri di distanza e quindi fu fidanzata contro la sua volontà.

Nando restò terribilmente solo e, molte volte, si sarà domandato perché il “Paese”, praticamente senza eccezione alcuna, fosse così cattivo con lui. Perché tanta cattiveria? Perché quel sorriso beffardo stampato sui volti dei giovani della sua stessa età e, contemporaneamente su quello degli anziani, dei ricchi e dei poveri, dei preti e dei bestemmiatori?

Per  leggere la versione integrale dell’articolo di Ilario Ammendolia scarica la Riviera di domenica 4 luglio. Clicca qui in basso

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