Naufragio (d’amore) a S. Ferdinando: in barca, Roberto e Ingrid…

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Nell’estate del 1949, si ferma a riva una barca immensa, a motore. Scendono i marinai ed in perfetto italiano chiedono di un meccanico, perché il motore perdeva colpi. E siccome dovevano recarsi a Stromboli volevano una messa a punto. Ad un certo punto, si vedono scendere dal battello due distinti signori, lui scende per primo e dà la mano a lei, vestiti eleganti, anche per essere a mare.

Estate 1949. Non posso avere ricordi, se non racconti. Di mio padre in primis, ma anche di marinai vicini di casa. La mia era a venti metri dalla spiaggia. Il tempo libero, dopo il lavoro si trascorreva sulla spiaggia. Di mattina per “prendere il bagno”, la sera per sdraiarsi sulla calda sabbia e sognare. E sulla spiaggia potevi assistere a tutto ciò che avveniva anche in mare. Il passaggio del traghetto, delle petroliere, di qualche yatch e, più spesso, alla pesca dei marinai di casa nostra.  Storia di tutte le sere. Una volta, nell’estate del 1949, si ferma a riva una barca immensa, a motore. Scoppiettante, segno che qualcosa non andava… Non un panfilo, ma un signor battello. Scendono i marinai ed in perfetto italiano chiedono di un meccanico, perché il motore perdeva colpi. E siccome dovevano recarsi a Stromboli volevano una messa a punto. Si trova il motorista e questo, dopo qualche oretta arriva. Erano le otto di sera, ancora giorno. Ad un certo punto, arrivato il motorista per riparare il guasto, si vedono scendere dal battello due distinti signori. Lui scende per primo e dà la mano a lei, vestiti eleganti, anche per essere a mare. Lui coi piedi in acqua, prende in braccio lei e la porta sulla spiaggia. Nessuno aveva idea di chi fossero. Solo un cultore di film azzarda un’ipotesi, ma in silenzio. Non avendo certezze aveva sussurrato: Roberto Rossellini. Vuoi vedere che è lui? Non perché avesse visto molti film, ma perché essendo la moglie lettrice appassionata di Grand Hotel aveva visto le foto dei due piccioncini. Lei aveva lasciato il marito Peter Lindstrom e lui l’attrice con cui viveva, nientepopodimeno che Anna Magnani, la divina. Un lampo: sono loro, sono loro. E giù a fare una, al massimo due foto. Si chiama l’unico fotografo del paese, il signor Speciale detto “Sorridete” perché ad ogni foto chiedeva a tutti un sorriso da sotto la tenda nera dove si nascondeva, e, prontamente scatta le foto, che Rossellini sequestra immediatamente. Perché? Rossellini non aveva ancora detto che avrebbe girato il film “Stromboli”, ancora oggi come allora, famosissimo, con l’attrice svedese. Si interrompono i giochi, suonano le campane: la Bergman e Rossellini a San Ferdinando, Reggio Calabria, tutti a mare. Tutti a mare davvero, ma il cordone dei marinai impedisce ai nostri genitori di avvicinarsi. Si potevano vedere da lontano. Rossellini mandava saluti di ringraziamento, la divina Ingrid dispensava sorrisi, seduta sulla spiaggia, mentre cominciava a farsi buio, la notizia si era sparsa per tutto il paese.  Il sindaco non c’era. Si chiamò il delegato. Se non erro si chiamava Sigismondo Crispi. Arrivò subito, parlò con Rossellini ed invitò a casa sua la coppia più famosa del cinema di allora. Ingrid e Roberto accettarono. Il delegato non sapeva parlare inglese, ma aveva molti amici, tra questi mio padre che, dopo anni ed anni di prigionia degli inglesi ai piedi dell’Himalaya, riusciva a parlottare la lingua di Albione. Una cenetta frugale, a base di pesce, tra qualche canto, sorrisi, convenevoli. Fino a quando il motore non fu riparato e la coppia fu pronta a ripartire. A cena si apprese che Ingrid Bergman e Roberto Rossellini erano diretti proprio a Stromboli per girare l’omonimo film. Mio padre diede loro tutte le informazioni possibili perché sua madre, mia nonna, Mariangela De Simone, era proprio di Stromboli. Rossellini aveva 43 anni, Ingrid 34. Una storia d’amore che gli esperti di cinema conosco bene. Una bella storia! A lieto fine. Si pensava che Isabella potesse essere stata concepita a Stromboli. No! Nacque tre anni dopo. Roberto Ingmar Giuseppe Giusto nacque, invece, nel 1950. Avrà sangue eoliano nelle vene!

Gregorio Corigliano