Questa notte, è avvenuta una maxi-operazione a Reggio Calabria, in cui sono finiti in manette esponenti delle principali cosche mafiose della città. Per il blitz sono serviti oltre 500 uomini della Polizia di Stato e dell’Arma dei carabinieri che hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, diretta dal procuratore Giuseppe Borrelli.
L’operazione ha portato all’arresto di 79 persone: 73 in carcere e 6 agli arresti domiciliari.
L’inchiesta ha riguardato alcune delle cosche storiche di ‘ndrangheta: i De Stefano, i Tegano e i Condello, ma in manette sono finiti anche esponenti di altre articolazioni criminali attive nel capoluogo reggino.
Le accuse contestate, a vario titolo, vanno dall’associazione di tipo mafioso all’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, fino all’estorsione, alla rapina e al porto e alla detenzione illegale di armi da fuoco.
L’inchiesta avrebbe ricostruito assetti, interessi e attività illecite riconducibili ai clan di Archi, quartiere nella periferia nord di Reggio Calabria, dove dal 1985 al 1991 si è consumata una guerra di mafia con centinaia di omicidi. Al centro degli accertamenti c’è soprattutto la capacità delle cosche di intervenire nell’economia locale, condizionando commercianti e imprenditori. Estorsioni ma non solo, anche traffico di droga.
Sull’ inchiesta è intervenuta sui social anche la presidente del consiglio Giorgia Meloni: “Colpo durissimo quello inferto alla ‘ndrangheta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, con l’impiego di oltre 500 agenti della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri nella grande operazione che ha portato all’arresto di 79 persone, colpendo gli interessi delle cosche. Grazie a chi ogni giorno difende la legalità con coraggio e professionalità. Lo Stato non si piega. La lotta alle mafie è e continuerà a essere una priorità assoluta del Governo”.


