‘Ndrangheta: Zavettieri risponde al pentito Fondacaro

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Il sindaco di Bova, Saverio Zavettieri, ha fatto alcune dichiarazioni nell’ambito del processo “’Ndrangheta Stragista” , in cui viene tirato in ballo da un collaboratore di giustizia.

In merito alle recenti dichiarazioni farlocche nell’ambito del processo “’Ndrangheta Stragista” del collaboratore di giustizia Marcello Fondacaro che, tengo a precisare non ho mai conosciuto, è opportuno fare chiarezza per diritto di cronaca e per rispetto della mia persona e della mia storia politica. Vengo tirato in ballo da tale collaboratore di giustizia per le elezioni regionali degli anni ’90 nelle quali, sempre secondo dichiarazioni di costui, alcuni candidati avrebbero avuto il sostegno della ‘ndrangheta. E’ opportuno ricordare che, come esponente del Partito Socialista Italiano, sono stato eletto alle elezioni politiche nel 1983, confermato nel 1987 e 1992; Assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Università e Ricerca dal 2000 al 2005 nominato da esterno, non ero candidato quindi, già i conti non tornano. Ma andiamo avanti. Il pentito Fondacaro, interrogato dal Procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, ricostruisce la rete massonica della P2 in Calabria e afferma di aver conosciuto massoni calabresi tra cui alcuni socialisti tirandomi nuovamente in ballo. Altra diffamazione, la faccenda mi indigna: non sono un massone, né lo sarò mai e ho sempre dissentito da una mentalità e da una cultura che agevola forme di potere occulto. Parla per  il sottoscritto la sua storia personale, prima sindacale poi politica ed istituzionale oltre che, l’attentato subito nel febbraio del 2004. Uscito indenne dalla tempesta di Tangentopoli  e dalle molteplici inchieste antimafia che neppure mi hanno sfiorato, mi trovo costretto ancora una volta, viste le dichiarazioni visibili del pentito Fondacaro, ad adire le vie giudiziarie che tra l’altro, mi hanno sempre reso giustizia.

Saverio Zavettieri

Sindaco di Bova Marina