Nino era uno di noi

763

Così, in una fredda sera di gennaio finisce la favola di Monsieur Pigeon. Colui che per i francesi era un bene da tutelare, un uomo da salvare, mentre per i sidernesi era solo Giuseppe o Nino o Jack Belvedere, ed ora che non c’è più a molti è tornata la memoria.

Qualche giorno fa, è stato ritrovato morto nel furgoncino dove aveva un punto di ricovero per i piccioni malati che curava in collaborazione con altri volontari e con un veterinario specialista aviario, tenendoli in contenitori isolati per le terapie.
Da molti anni, combatteva contro il Comune di Parigi per i diritti degli animali, infatti, non voleva spostarsi da quel quartiere, dove ormai i piccioni dipendevano da lui. Per questa sua battaglia più volte era stato attaccato e addirittura picchiato, tanto da ritrovarsi con la schiena rotta.
Nonostante i suoi acciacchi di salute e problemi cardiovascolari, lui imperterrito ha  continuato la sua battaglia. Non era certo un clochard comune, visto che utilizzava i soldi suoi personali per comprare il grano. Aveva preferito non accettare un appartamento, datogli dal comune lontano dalla piazza Baubourg, perchè voleva sfamare le creature che dipendevano da lui.
Anni fa si era trasferito a Parigi lavorando in banca poi, pensionato aveva aperto un ristorante con unaltra persona di Siderno, ed infine aveva capito che era molto meglio la compagnia di pochi umani con principi veri, che non la mera apparenza dei cosiddetti amici”.

Nella capitale francese era ben voluto da tante persone che lo raggiungevano per scattargli foto o solo per salutarlo. Sui social, in suo onore, era stata creata lassociazione Gli amici di Giuseppe”; era, inoltre, protagonista continuo di iniziative, addirittura mostre di foto. Per lui sono state lanciate tante petizioni, una anche alla première dame” di Francia, Brigitte Macron, per chiedere sostegno e un tetto per linverno. Ma non da tutti ha ricevuto lo stesso affetto: proprio per per quegli animali, che lui accudiva, era stato espulso dallalloggio popolare che gli era stato assegnato dal Comune; cerano anche persone che lo incolpavano di sporcizia e lo evitavano, alcuni trattandolo anche male. Originario di Siderno, nella nostra città aveva figli che lo hanno sempre sentito e rispettato la sua scelta encomiabile, seppur difficile di vita e addirittura una sorella che ha tentato di convincerlo a ritornare a Siderno. Era fratello del sarto Natino. Qualcuno esprime sui social la volontà di porgere un ultimo saluto all’amico Jack, “uomo di un’intelligenza talmente fine é superiore che lo ha portato a defilarsi da questa società in cui non si riconosceva più. Una società che lo ha ingiustamente emarginato dopo, badate bene, 40 anni di lavoro! Ci resta la sua intervista testamento in cui parla con molta eleganza delle ingiustizie subite e declama Dante Alighieri”. 

Il 6 gennaio è stato aggredito da un algerino, insieme alla signora che gli vendeva il grano. Sulle cause della morte vi é in corso unindagine della polizia francese e si attende il risultato dellautopsia disposta dai familiari e dalla Polizia.

Infine ricordiamo che è stato protagonista di un breve film che potete vedere sia su canale, 

Un film di Antonio Prata, che racconta che Giuseppe abita in un furgone nel cuore di Parigi, a pochi metri dal Beaubourg. Ha smesso da tempo di comunicare con gli uomini e la sua vita è appena scalfita dal ritmo concitato delle migliaia di persone che ogni giorno attraversano il Marais. Il suo tempo, le sue risorse, il suo spazio fisico oltre che mentale sono dedicati ai piccioni, agli uccelli che popolano le città, agli animali maltrattati che il vecchio difende e nutre subendo minacce e attacchi quotidiani. I piccioni erano considerati messaggeri affidabili in passato, ma ora sono gli animali più odiati dall’uomo. In una Parigi ferita dagli attentati terroristici, le persone cercano di reagire come loro
può temere e perdere senza perdere la propria anima. Giuseppe, nel suo microcosmo, immerso nella sua poetica, osserva ciò che lo circonda, convinto che il mondo abbia già perso la sua anima. Una fiaba metropolitana sulla solitudine e le rovine di una società in cui ogni gesto di ribellione sembra dissolversi nell’indifferenza.
Film Ispirato dai servizi fotografici realizzati, a Parigi, da Nevia Elezovic. 

https://youtu.be/EPB7a2CQJhIhttps://youtu.be/3MX-mG2zuiM