Occorre agire “qui ed ora!

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Come sarà la Locride dopo il PNRR? Vorrei sbagliarmi, ma credo che sarà esattamente come oggi. Probabilmente consentirà di realizzare qualche tratto di strada o di ferrovia, forse avremo qualche piazza in più o, nel migliore dei casi, qualche nuova rete idrica… ma i giovani continueranno a partire, le famiglie a soffrire ed i paesi a morire! C’è un’alternativa? Secondo me sì… e tento di fare un esempio…

 Come sarà la Locride dopo il PNRR?

Vorrei sbagliarmi, ma credo che sarà esattamente come oggi. Forse da un confronto con altre aeree del Paese, le sue condizioni saranno ancora peggiori. Probabilmente Il PNRR consentirà di realizzare qualche tratto di strada o di ferrovia, forse avremo qualche piazza in più o, nel migliore dei casi, qualche nuova rete idrica… ma i giovani continueranno a partire, le famiglie a soffrire ed i paesi a morire!

Il PNRR non è stato concepito per qualche strada in più, ma per reimpostare l’economia di un territorio. Per farlo rinascere, per creare lavoro, per rendere l’ambiente compatibile all’emergenza climatica.

Per avere successo, l’erogazione dei fondi deve incontrare la creatività di una classe dirigente capace di interpretare, “qui ed ora”, i bisogni d’un territorio e di individuare i soggetti che potrebbero diventare i protagonisti di una seria ripresa economica, di benessere sociale e, di occasioni di lavoro.

Altrimenti, “passato il Santo, finita è la festa”.

In Calabria finora le classi dirigente, almeno nell’ultimo mezzo secolo, si sono limitati a chiedere più fondi. Spesso per non spenderli.  Eppure, è evidente a chiunque quanto  la fase di declino attuale  sia figlia di tutti i precedenti fallimenti: Si va  dai “piani verdi” degli anni 60 , al “pacchetto Colombo” ( anni70)  sino alla 488 (ani 80)  ed ai fondi europei ed ai “patti territoriali” (anni 90) .

Col nuovo Millennio  la questione meridionale è stata rimossa ( sostituita dalla questione criminale)  ma quello che è certo e che  le attese di ogni primavera si siano  inaridite prima dell’inverno. Salvo aggiustamenti dell’ultimo momento sarà inesorabilmente così anche questa volta e sul banco degli imputati la storia non metterà il governo nazionale e tantomeno l’Europa, ma le classi dirigenti calabresi e della Locride.

C’è un’alternativa?

Secondo me sì… e tento di fare un esempio.

Nella Locride abbiamo decine di “zone industriali” indicate nello strumento urbanistico di ogni Comune ma, in pratica, non c’è una sola industria mentre  i piani PIP  (piani insediamenti produttivi),salvo qualche eccezione,  sono solo sulla carta. Ora facciamo l’ipotesi che i 42 Comuni della Locride, la Regione Calabria e la Città metropolitana decidano  di firmare  un protocollo di intessa per individuare una sola aerea industriale ed una sola zona PIP nella zona più vocata della Locride . Quindi di utilizzare i fondi del PNRR per espropriare dette aeree e per alimentarle con energie alternative al fine di cederle a costo simbolico a tutte le imprese che decidano di investire o dislocare le attività industriali nella Locride.  Fornire loro energia elettrica pulita ed a prezzo di produzione per i prossimi dieci anni.  È solo un’ipotesi ma credo che si potrebbero creare concretamente migliaia di posti di lavoro.  Non fittizi e non figli di una economia drogata. Nessuno sarebbe neanche tentato di comportarsi così come le industrie (soprattutto del Nord) hanno fatto in questi ultimi 60 anni, perché non ci sarebbero contributi a perdere e neanche da restituire.

Ovviamente, non ho competenze in materia, ma ritengo che sia doveroso che la Politica non si limiti al lamento oppure a recepire le proposte calate dall’alto com’è successo in passato.  Anzi è un preciso dovere di una “Politica” capace di esprimere una classe dirigente di  avere una visione del “futuro” , per  poi lasciare ai tecnici il compito di trasformare le idee in progetti realizzabili.

Senza creatività non c’è futuro. Ed oggi il ragazzo che non si adatta al reddito di cittadinanza, ne si rassegna al lavoro precario, non vuole chiedere l’elemosina, parte ed immagina il futuro lontano : Milano, Londra o meglio New York o  Sidney.

Mentre il PNRR è ancora lì ed attende una risposta. Tra qualche mese, forse, sarà tardi.