Omicidio Vincenzo Cordì: ergastolo per Susanna Brescia e il suo amante

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Foto: il Reggino

La Corte d’Assise, di Locri, presieduta da Amelia Monteleone ha stabilito fine pena mai per Susanna Brescia e per il suo amante Giuseppe Menniti, 23 anni per il figlio di lei Francesco Sfara. Assoluzione per Giuseppe Sfara (per non aver commesso il fatto). Sono loro 3, hanno deciso i giudici, ad avere organizzato e messo in piedi l’omicidio.

Ricostruzione dell’omicidio

L’omicidio, secondo l’accusa, si è consumato ad opera di Susanna Brescia, compagna di Cordì, Giuseppe Menniti, l’amante della donna, e Francesco Sfara, figlio della donna avuto da una precedente relazione. Il delitto è stato definito uno degli omicidi più efferati degli ultimi anni nella Locride. Vincenzo Cordì è morto dopo essere stato tramortito e dato alle fiamme ancora vivo all’interno della sua Fiat 16, la notte dell’11 novembre 2019. Il cadavere, poi, è stato ritrovato da un gruppo di cacciatori in battuta nei dintorni della “Scialata”

Da subito era stata esclusa l’ipotesi di suicidio, nonostante la compagna sostenesse proprio questa tesi. Il giorno seguente l’omicidio, Susanna Brescia, aveva fatto una denuncia di scomparsa: secondo gli investigatori una messa in scena con il tentativo di depistare le indagini. La donna sosteneva che Cordì fosse molto depresso e che facesse uso di antidepressivi. Notizia totalmente falsa.

Il movente dell’omicidio, secondo l’accusa, è da ricercare nei difficili rapporti che l’uomo intratteneva con la donna dalla quale aveva avuto due figli. Per Giuseppe Menniti e Francesco Sfara, invece, il movente sarebbe da ricercare nella volontà di aiutare l’imputata a liberarsi del compagno.