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martedì, Giugno 18, 2024
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Oppido, 59enne muore di infarto. Il comitato “19 febbraio”: non si può morire per strada

OPPIDO MAMERTINA – «Non può essere una fatalità che, in caso di emergenza, l’ambulanza di stanza a Oppido Mamertina non sia quasi mai presente e pertanto bisogna solo prendere atto che: a prescindere che si chiami postazione di 118 o Pet, non può essere, e di fatto non lo è, sufficiente a salvare vite umane”». E’ quanto si legge sul profilo social del “Comitato 19 febbraio” a seguito della morte per infarto di un 59enne, molto conosciuto e stimato nel paese. Proprio in questi giorni nel centro pre-aspromontano si sta assistendo ad un dibattito molto acceso nel tentativo di mantenere in vita un nosocomio ed il suo pronto soccorso che diversamente renderebbe molto difficoltoso l’accesso all’ospedale di Polistena, distante più di 23 chilometri e a «circa 40 minuti di macchina».
«In un piccolo paesino ci sono eventi – scrivono i rappresentanti del comitato – che la comunità vive in rispettoso silenzio, ma il silenzio spesso alimenta le responsabilità rendendoci complici di chi delega a terzi la risoluzione dei problemi che riguardano la collettività».
Il malcapitato, scrivono ancora «era un cittadino del sud che, rispetto ad un cittadino del nord, ha una speranza di vita media di 10 anni inferiore a causa della scarsa assistenza sanitariaNessuno potrebbe essere in grado di dirci se qualora ci fosse stato un pronto soccorso il nostro concittadino si sarebbe salvato, ma tutti noi possiamo e dobbiamo dire che qualora ci fosse stato un pronto soccorso avrebbe ricevuto l’adeguata assistenza sanitaria, ovvero il minimo in una società che si definisce civile. Non si può morire per strada».

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