OSS di Locri: “Non mi vaccinerò contro il Covid

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L’operatrice sanitaria si rifiuta si rifiuta di fare il vaccino Astrazeneca(o qualunque altro vaccino anti-covid).

Riceviamo e pubblichiamo
Spett.le Redazione,
scrivo in qualità di semplice cittadino per portare alla Vostra attenzione una questione di sempre maggiore attualità, senza volere (forse) allarmare nessuno. Una mia conoscente di Locri, affrontando molti sacrifici, decide di iscriversi ad una Scuola Privata del posto, con sede sia a Siderno, quindi a 4 chilometri di distanza, che a Reggio Calabria. La Scuola in questione è la AIFITEC, che istituisce corsi, a pagamento, per formare futuri professionisti in diversi ambiti lavorativi. La Signora si era, appunto, iscritta per seguire un corso per Operatrice Socio Sanitaria.
A causa del lockdown, prima, e dei vari DPCM, dopo (anticostituzionali entrambi – https://www.studiocataldi.it/articoli/39356-lockdown-incostituzionale.asp), il corso, tra molteplici problemi organizzativi, finalmente riesce ad approdare in DAD (Didattica A Distanza), ragion per cui, chi non aveva un PC ed una connessione internet si è dovuto sobbarcare un’ulteriore spesa, per non vedere andare in fumo i primi acconti del corso versati, in quanto la Scuola si era tutelata facendosi firmare una liberatoria, nella quale chi non avesse versato le rate successive, fino al completamento dell’importo pattuito, sarebbe potuto incorrere in un recupero coattivo. Così, chi in un modo, chi in un altro, ognuno ha provveduto, a proprie spese, andando a “Stringere ancor di più la cinghia”, per non veder svanire una possibile opportunità lavorativa futura.
Come detto, tra varie problematiche, non ultime quelle di connessione on-line con i vari docenti, si è giunti ad un punto in cui, finalmente, con un monte di ore di lezioni, la Regione, in accordo con l’ASP di Reggio Calabria, autorizzava il Tirocinio di tutti i corsisti, già quasi un anno fa, salvo poi interrompere l’avvio dello stesso per i vari DPCM. Per giungere a questo “Traguardo”, la Scuola aveva giustamente preteso una serie di esami, che tutti i corsisti avevano eseguito e presentato.
Dopo un periodo di stop assoluto, con uno scambio di richieste di continue informazioni, avvenuto su una chat di WhatApp, su cui erano iscritti sia i corsisti che gli organizzatori del corso, si giunge, una seconda volta, all’istituzione del tirocinio e questa volta, oltre agli esami (da ripetere, ovviamente) viene richiesto anche un tampone (non più tardi delle 72 ore antecedenti l’inizio del tirocinio), che la Scuola non riesce a rendere gratuito, in quanto male organizzata con l’ASP, obbligando i corsisti a provvedervi a proprie spese. La comunicazione dell’inizio del tirocinio, deciso per giorno 8 marzo, viene inviata tramite PEC, su indirizzi di posta, anch’essi PEC, che la Scuola aveva imposto agli allievi di istituire, sempre a proprie spese.
 Dopo appena 3 giorni, una comunicazione da parte dell’avvocato Sangrigoli (membro dello staff della scuola), stranamente, giunge sulla chat di WhatsApp creata dall’inizio del corso, anziché agli indirizzi PEC dei corsisti. Come mai ?
Il contenuto è esattamente il seguente: “Si notifica a tutti gli allievi che sono stati avviati al tirocinio professionale, e che saranno avviati in questi giorni, che, per LEGGE, in quanto Operatori Socio Sanitari, hanno OBBLIGO della vaccinazione ANTICOVID-19-SARS. Pertanto l’allievo che non osserva le regole, in tale periodo di grave pandemia, sarà sospeso con effetto immediato dal corso frequentato sino alla fine della pandemia stessa. Non c’è bisogno di confermare il presente messaggio. F.to avvocato G. Sangrigoli”.
 Chiaramente preoccupata, anziché presentarsi nel reparto in cui era stata assegnata, giorno 12, la Signora decide di andare a chiarire la situazione nella Direzione Sanitaria dell’Asp di Locri, interloquiendo con il Dott. Fortugno e portando con sé copia della Risoluzione n°2361 (2021), approvata dal Consiglio d’Europa, che vieta agli Stati membri di rendere obbligatoria la vaccinazione Covid e vieta di usarla per discriminare lavoratori o chiunque decida di non avvalersi della vaccinazione stessa (che si allega).
Consapevole della non obbligatorietà, ma ignaro della Risoluzione europea, il Direttore Sanitario, nonostante tutto, conferma la “Quasi decisione certa” del Dottore Amoddeo (Responsabile Tirocini dell’ASP di Reggio Calabria), sollevandosi (a suo dire) da ogni responsabilità e giustificando l’accaduto con un caso di positività in un ospedale della Piana, in cui un operatore Sanitario, che aveva rifiutato la vaccinazione, si era ammalato di COVID ed aveva, a sua volta, infettato dei pazienti. Invitava, così la Signora a rivolgersi alla Scuola a cui era iscritta e la congedava cordialmente. La Signora, andando via e facendo nuovamente presente l’incostituzionalità della decisione del Direttivo, lasciava sulla scrivania la copia della Risoluzione, invitando, a sua volta il Dott. Fortugno a farne prendere visione agli uffici di Reggio.
Mi permetto, da profano, di mettere ancora in evidenza, se ce ne fosse bisogno, che la vaccinazione non è obbligatoria e che:
   –    l’inoculazione del vaccino non da certezza di immunità, tant’è vero che una allieva, che si era vaccinata con anche la seconda dose, è risultata positiva al tampone e non ha potuto prendere parte al Tirocinio, nemmeno un giorno (su 3 !!);
   –    tutti gli allievi negativi al tampone che vi hanno, invece, preso parte, hanno indossato, con grande diligenza e professionalità, tutti i dispositivi atti a prevenire o trasmettere l’eventuale contagio;
   –    la tempistica non ha permesso di poter testare sufficientemente alcun vaccino tant’è vero che chi vi si sottopone deve firmare una liberatoria che solleva chiunque (tranne il vaccinato) da eventuali responsabilità, nel caso qualcosa vada storto. A riprova di quanto scritto, si sono verificati dei casi di  mortalità in soggetti assolutamente sani. Non ultimi un militare ed un poliziotto, per trombosi, in Sicilia.
   –    da informazioni assunte, il vaccino, sia a Locri che a Siderno, è terminato e le prossime dosi, che sono state richieste, serviranno per quei cittadini che erano stati vaccinati con la prima dose, per cui, chi deve ancora eseguire la prima non sa quando questo potrà eventualmente avvenire;
   –    le uniche dosi di vaccino disponibili, a Locri, sono della casa farmaceutica ASTRA-ZENECA, sotto i riflettori per i fatti di cronaca nera di cui sopra e che nessuno, per l’appunto, vuole farsi inoculare.
E potrei continuare con una lista lunghissima, ma non voglio annoiare chi mi legge.
Anziché accettare passivamente ingiuste decisioni di colui il quale si alza la mattina e decide le sorti del futuro di onesti cittadini, mi domando come mai solamente una persona su 20 (la Signora), si è presa la briga di informarsi e informare, per un proprio ed altrui legittimo diritto. Questa metodologia non è violenza ? Non è calpestare i diritti dei Calabresi, a discapito della povera gente che soffre ?
Confido nella Vostra Redazione affinché possiate aiutare questa “amara” terra ed i suoi figli a contribuire attivamente, per dare alla popolazione calabrese una sanità di qualità, abbattendo le barriere di ingiustizia ed ignoranza che si frappongono fra chi ha voglia di fare e chi riscalda solamente una poltrona, certo che il proprio stipendio, grosso tra l’altro, gli venga versato il 27 di ogni mese, sul proprio Conto Corrente.
Grazie anticipatamente per tutto quanto potrete fare, anche un piccolo trafiletto sulle Vostre pagine, per aiutare a sbloccare questa stagnante ed incresciosa situazione.