Pacem in Terra

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Oggi siamo in mano a degli alienati, mentre soffia forte un denso vento di scirocco che abbraccia la Costituzione per meglio soffocarla e per consentire alle vecchie classi dirigenti di riportare l’Italia al punto in cui l’hanno lasciata l’8 settembre del 1943 per riprendere la strada allora interrotta, ovviamente verso il disastro.

Le vecchie torri erano state costruite per vigilare contro l’arrivo dei turchi così come la Costituzione era stata concepita ed approvata per vigilare sulla nostra Libertà. Anzi su qualcosa di più: sulla nostra stessa convivenza.

Ad una ad una sono state abbattute gli architravi e i pilastri della Costituzione, ed oggi le vecchie classi dirigenti colluse e responsabili del fascismo, che dopo l’8 settembre si erano annidati nello Stato profondo pur di salvarsi, si stanno riprendendo la cabina di comando. Infatti, il primo gennaio del 1948 con la promulgazione della Costituzione, firmata tra gli altri, da un ex “fuorilegge” come Umberto Terracini, le persone ed i partiti che avevano animato l’antifascismo e poi partecipato alla guerriglia delle bande partigiane ed alla rivolta delle città, si erano candidati a guidare il nuovo Stato. Da quel momento, ci sarà in Italia un serrato confronto tra quanti hanno cercato di dare un senso ed attuare la Costituzione e quanti, mimetizzati all’interno dello Stato, hanno cercato di sabotarla.

Per fare qualche esempio:

I contadini che occupavano le terre si collocavano concretamente dalla parte della Costituzione, coloro che avevano dato disposizione di sparare contro di loro si erano collocati dall’altra parte della barricata. Lo stesso vale per il confino o il fermo di polizia. Ed ancora sul diritto allo studio sull’assistenza sanitaria universale, sulla “giustizia giusta” sul divorzio, contro il delitto d’onore”. Divisioni che quasi mai hanno rispettato gli schieramenti politici, perché spesso v’è stata una larga convergenza che ha consentito alle forze democratiche e costituzionaliste di sostenere insieme importanti riforme. Ne cito solo alcune: lo Statuto dei lavoratori”, la legge sul diritto allo studio, la riforma sanitaria e del diritto di famiglia.

Poi la “Sinistra” è diventata forza di governo e per essere accettata come tale ha dovuto guadagnarsi il “placet” delle forze eredi dell’8 settembre. Il “nulla osta” dello “Stato profondo” che si era messo in sonno. La modifica del titolo V è la dimostrazione più evidente, ma accanto a questa incominciarono a fiorire tanti legge liberticide che, soprattutto nel Sud, mirano a svuotare di ogni significato la Carta costituzionale: la legge sullo scioglimento dei consigli comunali, sulle interdittive antimafia; sulle intercettazioni telefoniche che nella sola Calabria superano quelle di Francia e Gran Bretagna messe insieme; l’appoggio a Pubblici Ministeri che hanno scambiato l’amministrazione della Giustizia in una costante rappresentazione teatrale e per poterlo fare hanno dovuto far calare il sipario sulla Costituzione.

Man mano che questa veniva celebrata come “La più bella del mondo” la sua forza propulsiva si arenava nelle secche d’una democrazia progressivamente svuotata di significato. Lo “Stato” erede dell’8 settembre con i suoi “onorevoli” nominati, i procuratori scatenati, i giornalisti condizionati e blanditi, le prefetture rinvigorite si son mangiati un pezzo di Costituzione ogni tanti mesi.

Oggi i sedicenti “partiti” vogliono mangiarsi in un sol boccone il principio che obbliga l’Italia a ripudiare la guerra.

“Destra” e “Sinistra” insieme appassionatamente hanno portato l’Italia a partecipare alla guerra in Iraq, in Libia, nell’ex Jugoslavia.  Senza mandato ONU.

Quanti passi indietro sono stati fatti.

Sono passati quasi 60 anni da quando Giovanni XXIII ha promulgato “Pacem in Terra.” Anni terribili. Era passato poco più d’un anno dalla crisi di Cuba, appena tre anni dalla costruzione del muro di Berlino e poco di più dall’invasione sovietica dell’Ungheria. Nei paesi del “terzo mondo” i popoli combattevano ancora contro il colonialismo. Eppure, il Papa non ha bandito una crociata contro i “cattivi”, contro il “Putin del tempo, ma ha definito l’idea che la guerra potesse essere uno strumento adatto a ripristinare i diritti violati come “alienum a rationem”. Tutto l’arco costituzionale, pur con diverse sfumature, si schierò col Papa.  L’Unità, organo dei comunisti scomunicati, pubblicò i tratti salienti dell’Enciclica in prima pagina.

Oggi sarebbe difficile distinguere la posizione di Letta da quella della Meloni, di Salvini o di Berlusconi. Il vecchio Stato, quello che si salvò l’8 settembre del ‘43 ha ripreso il controllo della macchina statale.

Nel Sud ha utilizzato la mafia come grimaldello per fare a pezzi le garanzie costituzionali, sacrificandoli sull’altare di una presunta quanto bugiarda sicurezza così come si utilizza la tragedia del popolo ucraino per annullare le conquiste del mondo del lavoro e fare della Costituzione un sepolcro imbiancato e privo di vita.

Secondo Pacem in terra, chi persegue la guerra è “Alienum a rationem”. Oggi siamo in mano a degli alienati, mentre soffia forte un denso vento di scirocco che abbraccia la Costituzione per meglio soffocarla e per consentire alle vecchie classi dirigenti di riportare l’Italia al punto in cui l’hanno lasciata l’8 settembre del 1943 per riprendere la strada allora interrotta….. ovviamente verso il disastro.