Pubblichiamo questo bellissimo ricordo scritto da Paolo Fragomeni, in ricordo di un amico e compagno, Cosimo D’Agostino. Amico comune. Nelle parole di Paolo si può leggere chiaramente l’anima e la storia di Cosimo D’Agostino
Ho conosciuto Cosimo D’Agostino da adolescente, in sezione. Ricordo che avevo accompagnato mio padre ad una riunione del Comitato Direttivo del partito di Siderno e, alla fine, fu lui a riportarmi a casa dovendo, il mio genitore, proseguire con altri impegni politici altrove.
Fu l’inizio di un’amicizia speciale durata intatta fino alla fine che ha arricchito di contenuti la mia militanza politica e di affetto incondizionato la mia stessa vicenda esistenziale. Cosimo non era soltanto un uomo affettuoso, cordiale, e colto ma, per tutti noi, un ‘bisogno’ di umanità. Per questo, non tanto quanto avrei voluto, ahimè! gli facevo visita, di tanto in tanto, spinto dalla necessità di condividere con lui le mie riflessioni; d’estate sotto la pergola, d’inverno d’avanti al focolare con un bicchiere di vino in mano. Ma, forse, era soltanto la scusa per rivedere un amico che, dopo un po’, faceva sentire la sua mancava.
Lo rividi l’ultima volta in ospedale durante la sua degenza. Andai a trovarlo pochi giorni prima della sua scomparsa, insieme ad Amedeo Macrì, altro suo grande amico. Provato nel fisico, ma con lo sguardo acuto di sempre. Mi salutò con un moto degli occhi.
Chi ha conosciuto Cosimo non poteva non affezionarsi ad un uomo carico di umanità e dispensatore di sorrisi e affetto.
Diceva Francis Bacon che: ‘la coerenza è il fondamento della virtù.’ Questo è applicabile all’arte, alla filosofia, alla pratica quotidiana e, ancora di più, alla politica.
Coerenza! una virtù, appunto, che Cosimo aveva. Una dote sempre più rara in quest’oggi spregiudicato e cinico che ha trasformato la politica in uno strumento funzionale per il potere, la ricchezza, l’arrivismo anziché vissuta come servizio civile e disinteressato, come missione.
Cosimo aveva fatto del suo impegno politico, prima nel Partito Comunista Italiano e, al suo scioglimento, in altre formazioni, una ragione di vita non derogando mai ai valori essenziali su cui poggia la militanza nel campo della sinistra popolare e progressista: uguaglianza, giustizia sociale, onestà intellettuale e materiale, senso delle Istituzioni, diritti.
La coerenza è una scelta non facile, specialmente per chi proviene da condizioni sociali umili, senza quei privilegi che l’agiatezza ti offre per affermarti a livello sociale ed economico. Cosimo aveva una visione pulita del ‘Mondo’ e niente poteva deviarne la rotta.
Cosimo aveva compreso che il progresso sociale doveva passare, necessariamente, attraverso l’emancipazione culturale e politica. Per questo aveva deciso di studiare e, una volta conseguito il diploma di maturità, si iscrisse alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina. Nei primi anni Settanta, inoltre, aderì al Partito Comunista Italiano divenendo, in poco tempo, uno dei dirigenti sidernesi e comprensoriali più stimati e benvoluti.
Alla prematura morte del padre, Cosimo fu costretto ad abbandonare l’università per sostenere la famiglia, ma non rinunciò alla militanza politica che, ormai, era parte essenziale della sua vita.
Nel 1975 il PCI di Siderno, decise di candidarlo nella propria lista per le comunali in un contesto di quasi totale rinnovamento della sua rappresentanza istituzionale. Ricordo bene quella campagna elettorale entusiasmante che condussi, ancora studente liceale, insieme a lui e a Mimmo Panetta futuro sindaco di Siderno.
Fummo eletti tutti e tre e Cosimo D’Agostino ottenne un’ottima affermazione. Cosimo, in quel Consiglio Comunale, non tardò a dimostrare tutta la sua passione e l’intelligenza politica di cui era capace. In corso di consigliatura, subentrò in giunta a Mimmo Panetta che, per motivi di lavoro, aveva dovuto rinunciare al mandato.
Furono anni entusiasmanti e proficui che confermarono l’efficacia e la bontà dell’unità storica della sinistra cittadina costituita dal PSI e dal PCI e che portò a riaffermare la leadership di Siderno a livello provinciale e regionale per capacità amministrativa e risultati. Tra le cose più importanti realizzate in quella consigliatura e nella successiva, val la pena ricordare il Piano Regolatore Generale (il primo in Calabria), il consultorio familiare, gli asili nido, la discarica comunale (anticipando di anni la legge nazionale che le ordinava), l’apertura di nuovi plessi scolastici nelle periferie urbane e tanto altro ancora.
Se, un giorno, si dovesse scrivere la storia della Siderno di quegli anni, la figura di Cosimo ne emergerebbe come figura originale e centrale.
In seguito allo scioglimento del PCI, avvenuta il 3 febbraio 1991, prendemmo strade politiche diverse, senza che mai venisse meno, neppure per un momento, la stima e l’affetto reciproci. Qualche volta ci trovavamo sulla stessa lunghezza d’onda, qualche altra, invece, si litigava, ma ci lasciavamo sempre con un abbraccio e un arrivederci.
Cosimo, caro amico, mi mancherai. Mi mancherà di te la voce decisa nell’affermare le tue convinzioni. Mi mancherà il tuo richiamo affettuoso ogni volta che ci incontravamo. Mi mancherà un amico che mi voleva bene e al quale anch’io ne volevo tanto. Mancherai alla tua amata famiglia. Mancherai a tutti quelli che sono stati tuoi compagni e amici. Mancherai ai sidernesi.
Paolo Fragomeni.

