Pittelli viola i domiciliari e ritorna in carcere

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L’avvocato Giancarlo Pittelli, ex senatore di Forza Italia, chiede aiuto alla ministra Mara Carfagna, durante i domiciliari e torna di nuovo in carcere.

Gli scandali che hanno coinvolto l’avvocato Giancarlo Pittelli all’interno dei processi antimafia: “Rinascita Scott” e “Mala Pigna”, hanno costretto quest’ultimo a dover scontare il resto dei suoi giorni agli arresti domiciliari, in attesa del processo. A nemmeno un mese di distanza da questa sentenza, l’avvocato ha tentato di “rimediare” inviando una lettera, alla ministra del sud, Mara Carfagna chiedendole espressamente “aiuto in qualunque modo” e cercando di dimostrare la sua innocenza. Tale atto, però, non ha fatto altro che aggravare la sua situazione, visto non avrebbe dovuto avere nessun tipo di contatto con l’esterno. La lettera è stata intercettata dall’ispettorato di pubblica sicurezza di Palazzo Chigi che l’ha trasmessa alla questura di Catanzaro che, di conseguenza, ha chiesto la conversione della pena domiciliare in carcerazione immediata, dovuta all’insufficienza della stessa. Tale gesto è stato visto come un tentativo di manipolare le sorti del processo e, di conseguenza, ritenuto inaccettabile dalla legge. L’avvocato, nonostante la sua esperienza, non ha dimostrato grande furbizia, ciò forse perché ha voluto dare maggiore acume al suo stato di angoscia e disperazione, che lo ha portato a vedere quella lettera come la sua ultima occasione per poter uscire da questa invivibile situazione di disagio.

Umberto Galea