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martedì, Giugno 25, 2024
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Placanica: tutto pronto per la XXXI giornata mondiale del malato

La solenne concelebrazione eucaristica sarà presieduta dal Vescovo, monsignor Francesco Oliva, a cui seguirà la preghiera di intercessione di Fratel Cosimo, per tutti gli ammalati e i sofferenti.

Tutto pronto per l’undici febbraio, al santuario diocesano Nostra Signora dello Scoglio, per celebrare la XXXI giornata mondiale del malato. Ricco, come sempre, il programma liturgico, che prevede, già dalla vigilia, a partire dalle ore 16:30, l’inizio delle confessioni. Alle ore 17:30 il santo Rosario e alle ore 18:00 la processione con le fiaccole al cui termine verrà celebrata la Santa Messa. L’undici febbraio, dalle ore 9:30 i sacerdoti saranno disponibili per le confessioni, alle ore 10:00 e alle ore 11:00 si pregherà con il santo Rosario e alle ore 12:00 vi sarà l’Angelus. Dalle ore 14:00, dopo un momento con inni e canti di lode, si susseguiranno: l’evangelizzazione di Fratel Cosimo, la solenne concelebrazione eucaristica presieduta da Sua Eccellenza il Vescovo, monsignor Francesco Oliva, e, prima della benedizione eucaristica, la preghiera di intercessione di Fratel Cosimo, per tutti gli ammalati e i sofferenti.

Di seguito riportiamo le due recenti evangelizzazione di Fratel Cosimo, tenute il primo sabato del mese di dicembre 2022 e il primo sabato di gennaio 2023.

 

Sabato 3 Dicembre 2022

“A voi tutti miei cari fratelli e sorelle in Cristo, sia pace, misericordia e grazia nel nome del Signore. Da qualche giorno nel nostro Santuario, in comunione con tutta la chiesa, abbiamo iniziato il novenario dell’Immacolata, come pure da qualche settimana stiamo vivendo il tempo particolare dell’avvento, avvento che significa attesa, venuta, tempo che precede il Santo Natale del Signore. Quindi, cerchiamo di predisporre i nostri cuori ad accogliere nella fede il Signore Gesù come nostro unico Salvatore della nostra vita. Egli viene a redimerci dal peccato e allo stesso tempo a portarci l’eterna salvezza. Al cap. 3 v. 16 del Vangelo di San Giovanni Apostolo vi è scritto: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da inviare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna”. Dio che è nostro Padre, nella sua infinita misericordia, manda tra noi, miseri peccatori, il suo Figlio come Salvatore e Redentore nostro, affinché tutti gli uomini e le donne, abbiano pace, redenzione e vita. Non lasciamo trascorrere invano questo tempo, ma prepariamoci a questo grande e meraviglioso evento del Natale, con un cuore nuovo, un cuore rinnovato, un cuore semplice che sa amare e perdonare, per celebrare veramente nella fede e con frutto il ricordo della nascita del nostro Redentore. Intanto vogliamo ringraziare la Vergine Santissima, umile ancella del Signore, che con il suo si ci ha donato il Messia Salvatore e ha permesso la salvezza di Dio ad ogni uomo e ad ogni donna. Ed ora con il cuore trepidante di gioia in questo tempo propizio dell’attesa, vogliamo ascoltare i primi tre versetti del Vangelo di Matteo cap. 3. Essi ci dicono: “In quei giorni, venne Giovanni Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino! Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaia quando disse: Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!”. Fratelli e sorelle, riguardo i tre versetti del Vangelo di Matteo che abbiamo ora ascoltato, possiamo affermare una cosa: il ministero di Giovanni Battista, che egli svolgeva nel deserto della Giudea, in preparazione alla venuta del Messia, era già stato profetizzato da Isaia, infatti sta così scritto nel suo Libro al cap. 40 v. 3: “Una voce grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”. Se noi dunque intendiamo veramente vivere nella nostra vita la Parola del Signore che sto annunciando e sulla quale stiamo riflettendo insieme, dovremmo interrogarci in coscienza: Sentiamo noi l’esigenza di mettere più ordine nella nostra vita? Tenendo presente che la salvezza non è riservata solo ad alcuni, ma viene offerta dal Signore a tutti, inclusi anche quelli considerati da noi indegni dell’attenzione di Dio. Il messaggio proclamato da Giovanni Battista nel deserto della Giudea non aveva altro carattere se non ché quello di un appello al pentimento, che consisteva praticamente in un chiaro e preciso ordine e cioè: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”. Il profeta di Dio, con queste parole esortava il popolo ad un cambiamento nella mente e nel cuore, ad un cambiamento di mentalità, di idee e anche di pensiero, proprio come dice San Paolo nella sua Lettera ai Romani al cap. 12 v. 2: “Lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare”. Al tempo di Giovanni Battista il ravvedimento dunque, era più che necessario per poter avere l’accesso al regno dei cieli. E quindi miei cari, come lo era necessario ieri, lo è ancora più necessario per noi oggi. Consentitemi una domanda: Ciascuno di noi si è mai chiesto nel proprio cammino di fede, cosa vuol dire “convertirsi” nel vero senso della parola? La parola “convertirsi”, che spesso incontriamo nella lettura del Vangelo, vuol dire ravvedersi, riconoscere i propri errori e tenersene lontano, vuol dire anche pentimento, cioè, ritorno alla via del bene, abbandonando quella del male e del peccato, e fare ritorno ad una vita retta, religiosa e morale. Si tratta dunque, se vogliamo, di dare una svolta decisiva alla propria vita, orientandola sempre più in una nuova direzione, e cioè verso il regno dei cieli. Ho detto all’inizio di questa nostra riflessione che ci troviamo già nel tempo dell’avvento, dell’attesa, attesa nella fede del Signore che viene a visitare il suo popolo, del nostro Salvatore, il quale viene ad abitare in mezzo a noi, per portarci a suo tempo la buona Notizia del Vangelo. Cerchiamo allora, miei cari fratelli e sorelle, di non rimanere freddi, insensibili e indifferenti alla venuta del Signore, ma di risvegliare i nostri cuori, aprendoli al servizio della carità cristiana e fraterna verso il prossimo e accoglieremo così il Dio Bambino nei nostri fratelli poveri e bisognosi, negli emarginati, nei malati, nei sofferenti, negli esclusi e negli abbandonati della società. Facciamo qualche opera buona verso di loro. E se dunque ci prestiamo a fare questo, con animo generoso e con amore verso i nostri fratelli e sorelle bisognosi, vi dico con convinzione che viviamo sin da ora, dentro di noi, il regno di Dio. Voglia l’Immacolata Vergine Maria, Nostra Signora dello Scoglio, la Vergine dell’ascolto e dell’attesa, che nell’umile casetta di Nazareth accolse il messaggio dell’angelo inviato da Dio, aiutarci ad accogliere anche noi oggi, il messaggio che abbiamo ascoltato e preparare in questo tempo di attesa, la via del Signore nei nostri cuori. Auguro a tutti voi un proficuo cammino di Avvento. Dite Amen. Dio vi benedica e sia lodato Gesù Cristo.

 

Sabato 7 Gennaio 2022

Un saluto di pace e di gioia nel nome del Signore rivolgo a tutti voi convenuti in questo Santuario dedicato alla Madre del Signore. Cari fratelli e sorelle abbiamo appena trascorso una settimana del nuovo anno 2023, incominciato proprio il primo gennaio scorso sotto lo sguardo e la protezione della Vergine Santissima, Madre di Dio. In questo primo sabato del mese di Gennaio, vogliamo ringraziare la Vergine di Nazareth, che con il suo si ha permesso la venuta del Salvatore del mondo, la ringraziamo per il suo silenzio pieno di stupore, la ringraziamo perché ha accolto e generato la Parola fatta carne nel suo seno verginale, la Parola che oggi parla a ciascuno di noi e a tutta l’umanità e riempie di gioia e di letizia la nostra vita. Nel Prologo di S. Giovanni Evangelista al v.14 leggiamo così: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria come di unigenito del Padre, pieno di grazia e di verità”. Illuminati da queste parole rivolgiamo ora la nostra attenzione sul passo del Vangelo di Matteo c. 3 a partire dal v. 13 fino al v. 17. Ecco quanto dichiara il testo: “In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me? Ma Gesù gli rispose: Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia. Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: Questi è il figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”. Fratelli e sorelle, dopo aver ascoltato il meraviglioso brano del Vangelo, cerchiamo in un certo qual modo di entrare nei fatti da esso narrati e con cuore umile e allo stesso tempo disponibile, diamo inizio alla riflessione. Allora, quando la predicazione di Giovanni Battista, chiamato il battezzatore oppure il battistrada, cioè il precursore del Messia, colui che doveva preparare la strada per la venuta del Signore, stava quasi per terminare e la missione di Gesù Cristo era ormai prossima per incominciare, vediamo un po’ cosa fece Gesù: egli subito, senza pensarci due volte, lasciò la Galilea e si mise in viaggio per raggiungere Giovanni Battista, il quale si trovava sulle rive del fiume Giordano. Non pensate che sia stato così facile per Gesù raggiungere Giovanni, perché ha dovuto percorrere diversi chilometri dalla Galilea fino al Giordano, per farsi poi battezzare da lui. Chi è andato in Terra Santa probabilmente avrà potuto notare la distanza che bisogna percorrere dalla Galilea al fiume Giordano. Questo vorrebbe indicare, cerchiamo di capirlo, l’importanza che Gesù attribuiva al battesimo, e altrettanta importanza, direi, dovremmo attribuire noi al nostro battesimo e anche tutti coloro che si dicono seguaci di Gesù Cristo al tempo d’oggi, cioè tutti quelli che seguono il Signore. Intanto, purtroppo, è anche vero che una percentuale di persone, pur frequentando la chiesa, non sa cosa sia il battesimo nel vero senso della parola e forse, aggiungo, non ricorda nemmeno la data in cui l’ha ricevuto. Magari qualcuno di voi potrebbe anche scandalizzarsi nel sentirmi dire questo, ma è proprio così. Il battesimo miei cari, è il primo sacramento che il cristiano deve ricevere ed è anche un sacramento molto importante. Vi leggiamo ad un punto del Catechismo della chiesa che il Santo battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, e se è così, come è così, ogni uomo e ogni donna nella propria vita dovrebbe vivere in sintonia con il proprio battesimo. Quindi cerchiamo di riscoprire il significato e l’importanza del nostro battesimo. Come abbiamo ascoltato dal Vangelo, Gesù dalla Galilea andò al Giordano per incontrare Giovanni e una volta giunto sulla sponda del fiume, si mise in fila insieme agli altri, in attesa del suo turno. A questo punto Giovanni di sorpresa se lo vide innanzi in atto di ricevere da lui il battesimo. Immaginiamo questa scena… Giovanni cercava di opporsi e disse a Gesù: Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me? Dunque, Giovanni, il quale predicava un battesimo di pentimento e di conversione, forse non aveva ancora compreso il motivo per il quale Gesù voleva essere battezzato da lui, e perciò si oppose. In effetti, pensandoci un po’, di che cosa avrebbe dovuto pentirsi Gesù? Egli, non aveva mai peccato. Infatti dice la seconda Lettera di S. Paolo Apostolo ai Corinzi c. 5 v. 21: “Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio”. Miei cari, dal significato di queste parole, possiamo considerare quanto è grande l’amore e la misericordia di Dio verso tutti gli uomini. Ed ecco che nel momento in cui Gesù ricevette il battesimo nelle acque del Giordano, lo Spirito Santo di Dio discese su di lui in forma di colomba. E proprio in quel momento, dai cieli aperti si udì la voce del Padre: “Questi è il Figlio mio, l’amato, in lui ho posto il mio compiacimento”. Difatti nel Libro del Profeta Isaia al c. 11 v. 2 sta scritto così: “Su di lui si poserà lo Spirito del Signore, Spirito di sapienza e di intelligenza, Spirito di consiglio e di fortezza, Spirito di conoscenza e del timore del Signore”. Il motivo per il quale lo Spirito Santo è sceso su Gesù, non è stato altro se non quello di consacrarlo con la sua unzione e allo stesso tempo di fortificarlo per poter svolgere la sua missione terrena in mezzo al popolo. Infatti, se ce lo avete al momento presente, quando Gesù entrò nella sinagoga di Nazareth in giorno di sabato e gli venne dato il rotolo del profeta Isaia, lui incominciò a leggere: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato ad annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista, per rimettere in libertà gli oppressi e predicare un anno di grazia del Signore”. E nel concludere, miei cari fratelli e sorelle, questo messaggio di riflessione evangelica, non mi stanco mai di proclamare che, Dio ci ama, e ci ama di un amore senza fine, di un amore eterno, e solo e soltanto per amore ci ha inviato il suo Figlio Gesù Cristo. La Vergine Santissima, Nostra Signora dello Scoglio, Madre del Redentore, voglia aiutarci ad aprire i nostri cuori ad accogliere il messaggio di salvezza che è venuto a portarci l’Emmanuele, il Dio che ha lasciato la gloria dei cieli, ed è venuto ad abitare in mezzo a noi, per essere il nostro Signore e Salvatore. Dite Amen. Dio vi benedica e sia lodato Gesù Cristo.

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