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mercoledì, Febbraio 28, 2024
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Polistena: Anpi presenta il nuovo libro di Princi “Gli Dei di domani”

La Sezione ANPI Teresa Talotta Gullace di Polistena, con il Patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Polistena, presenta il nuovo libro di Antonino Princi, “Gli Dei di domani”.

Mercoledi 3 Gennaio alle ore 18.00 presso il Salone delle Feste del Palazzo Municipale l’autore, presentato da Giulio Ierace, incontrerà il pubblico. “Gli dei di domani” (Città del Sole Edizioni, 2023) è un libro costituito da 12 racconti, ciascuno con un protagonista legato alla Calabria o perché i fatti che lo riguardano sono avvenuti nel nostro territorio oppure perché le sue origini sono calabresi. Il taglio del libro è quello della saggistica storica. Pertanto, il testo presenta un ricco apparato di note e una bibliografia essenziale con le fonti citate.

Il periodo oggetto di questa ricerca è quello a ridosso dell’8 settembre del 1943, con delle incursioni fino al marzo dello stesso anno e fino al dicembre del 1944; in un caso, si spingono fino all’inizio dell’avventura fascista. Gli episodi riportati sono tutti inediti, nella loro completezza. Fa eccezione il racconto riguardante Teresa Talotta Gullace, sulla cui figura c’è già una considerevole letteratura. In questo caso però, nel libro si fornisce una cronaca precisa degli accadimenti, incrociando le diverse fonti a riguardo, ricostruzione che al momento non è presente nella letteratura sulla giovane donna uccisa nel marzo del ’43 a Roma.

Nato come seconda parte di una trilogia che tenta di decostruire e rinnovare l’immaginario culturale, storico ed estetico dell’oggetto simbolico che definiremo “Calabria”, questo libro ha come suo predecessore un libro dal titolo “La Calabria è un calzino spaiato”, che si concentra sulle restituzioni narrative e massmediatiche di tale oggetto simbolico, e precede a sua volta un terzo e definitivo testo che avrà come oggetto il Mito, poiché Narrativa letteraria, Storia e Mito sono tre pilastri attraverso cui si identifica e si cristallizza un Immaginario.

Le storie sono ambientate in diverse parti della Calabria (L’area jonica, il versante aspromontano occidentale, la Piana) e in diverse parti d’Italia in cui si è combattuta fattivamente la Resistenza e la lotta di Liberazione (l’aretino, l’area a ridosso di Torino, il confine friulano, per citare alcuni luoghi). I protagonisti di questi racconti sono partigiani, civili, militari dell’esercito italiano, persone di cultura e religione ebraica. Ciascuno di loro si è trovato costretto, suo malgrado, a fare delle scelte di insostenibile portata storica e umana. Il libro cerca di fornire uno spaccato concreto e per niente retorico sulle possibilità che ciascuno di questi uomini e queste donne ha abbracciato, spesso pagandone le conseguenze. L’insostenibile portata di tali scelte fa di queste persone normali e ordinarie quasi degli dèi, capaci con le loro azioni di modificare, involontariamente spesso, il corso degli eventi.

Le fonti sono sia scritte e sia orali, prosperate in quella zona grigia in cui la storia si fa immaginario, e viceversa. L’intento teorico è stato quello di restituire storia a tali racconti, attestandone la veridicità oppure confermandone la falsità. In altri casi, il lavoro è stato quello della vera e propria denuncia di fatti passati per veri e mai accaduti o, viceversa, di fatti accaduti e mai venuti alla luce.

Il sottotitolo del libro è “Racconti contro lo stereotipo della terra destoricizzata”, e basta a spiegare un ulteriore intento dell’autore, cioè quello di far riguadagnare Storia a questo oggetto simbolico in chiave di riacquisizione di una memoria collettiva per troppo tempo obliata, se non volutamente rimossa o circoscritta a poche e minime comparsate.

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