Polistena: borse-lavoro “iper-legalitarie”?

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Nei giorni scorsi è stato pubblicato dal Comune di Polistena l’avviso per la concessione delle borse lavoro istituite dall’ente. Tra i requisiti vi è il “non avere, all’interno del proprio nucleo familiare, persone condannate per il delitto di cui all’ articolo416 bis c.p.”. 

Essere inclusivi o iperlegalitari? Bel dilemma, quando di mezzo ci sono – ad esempio – delle preziose borse lavoro…
Nel caso di specie, quelle istituite dal Comune di Polistena, che però nel relativo avviso prevede fra i requisiti il «non avere, all’interno del proprio nucleo familiare, persone condannate per il delitto di cui all’articlo 416 bis c.p.», ovvero associazione a delinquere di stampo mafioso. Secondo il capogruppo consiliare di “Polistena futura” Francesco Pisano, un inciso nel quale «si materializza lo squallore culturale di un’antimafia da fumetto».
In realtà, il fenomeno mafioso si può sconfiggere semmai «con gli esempi, con la cultura e con l’inclusione», lamenta Pisano; per esempio attraverso una «politica inclusiva che strappi, attraverso percorsi lavorativi come in questo caso, eventuali “affiliazioni” a culture contrarie alla convivenza civile». Di converso, secondo il consigliere comunale d’opposizione, «la responsabilità penale è personale», per cui un frangente che «non riguardi in prima persona il candidato» non deve pregiudicarlo nell’eventuale partecipazione a un bando pubblico. Nessuno, evidenzia Francesco Pisano, deve eessere colpevolizzato per colpe altrui».