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mercoledì, Aprile 24, 2024
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Polizia che picchia ragazzini? E’ il manganello “democratico”

Francesco Salerno

Potremmo definirlo un manganello democratico quello che ha provocato fratture e mandato in ospedale diversi ragazzini e ragazzine a Pisa qualche giorno fa. Sì, democratico. Giacché infierisce con la stessa vigliacca violenza su donne, uomini, anziani e bambini.

A dirla tutta non è nemmeno un qualcosa di nuovo. Le storia delle forze dell’ordine italiane sono piene di tali pratiche e non si esimono assolutamente da caricare anche i deboli e gli inermi.

Tuttavia, stavolta gli scontri a Pisa e Firenze hanno alzato un bel polverone e io volevo fare qualche considerazione in merito. Innanzitutto, partirei dai fatti o, meglio, dai non fatti.

Ciò che i protagonisti stanno iniziando a sbandierare come una situazione “pericolosa” non lo era affatto. Video e testimoni di ogni sorta l’hanno confermato senza dubbio alcuno.

Quelli che avevano davanti erano ragazzini di medie e superiori (quindi da 14 a 18 anni) che manifestavano pacificamente per la cessazione della guerra in Palestina. Non vi erano armi, gente mascherata, assalti, danneggiamenti, nulla…

E’ vero, il corteo in piazza non era programmato, ma la risposta può mai essere la carica selvaggia e il pestaggio indiscriminato di ragazzi e ragazze pacifici?

E abbiamo anche il coraggio di criticare la Russia e la Cina?

Siamo ridicoli come Nazione.

Il governo ha ovviamente fatto cerchio attorno ai protagonisti difendendone l’operato, almeno finché non è intervenuto Mattarella che ha condannato il gesto pubblicamente.

A quel punto, diversi politici hanno alleggerito le loro posizioni a favore della linea dura e lo stesso capo della polizia ha promesso un’indagine seria e imparziale… Beato chi ci crede.

Comunque, ripoterei adesso le dichiarazioni di alcuni dei fuoriclasse nostrani che abbiamo al governo. Inizierei con Salvini che ha detto: “Chi tocca un poliziotto è un criminale”.

Giusto. Ma invece un poliziotto che aggredisce una quindicenne cos’è, un eroe?

Chiedo.

Poi vi è Tajani appena eletto segretario di Forza Italia, prova che il partito senza il suo storico presidente non è più al top, il quale ha affermato: “Nessuno tocchi le forze dell’ordine”.

Giusto. Meglio quando le forze dell’ordine toccano a manganellate tutto e tutti.

E, infine, la Meloni.

Ah, no, scusate, lei non ha detto nulla sul tema era troppo impegnata a sottoscrivere accordi bluff in Ucraina e a fare il “maggiordomo” per la Casa Bianca.

L’opposizione, invece, ha ovviamente condannato il gesto anche se, a questo punto, io passerei ai veri responsabili. Sì, perché è inutile nascondersi dietro la politica, chi ha impugnato i manganelli e caricato deve prendersi le proprie responsabilità.

E’ vergognoso e da vili dire: “era un ordine”. Gli ordini se sono immorali o criminali non si eseguono, o non avremmo mai avuto il processo di Norimberga.

Ma le forze dell’ordine italiane amano nascondersi dietro questa frase e pertanto io proporrei una cosa molto semplice. Che scelgano se essere trattati da umani o da oggetti.

Mi spiego.

Prendersi le proprie responsabilità fa di loro esseri umani.

Se, invece, vogliono continuare a dire “era un ordine” e pertanto agire come se fossero meri oggetti che si muovono senza volontà propria ma solo grazie all’ordine impartito del padrone, allora dico benissimo, ma sia chiaro:

  • Ad un oggetto non si mostra rispetto, compassione, amicizia, nulla.
  • Quando un oggetto, o anche dieci, si “rompono” ce ne si dimentica con facilità e pazienza se si sono rotti, ne compriamo altri.

Ecco, penso di aver ben reso l’idea, indi, che scelgano. Umani o oggetti? Cosa vogliono essere?

Da canto mio affermo che possono compiere la scelta che vogliono, è irrilevante. Ormai, magistratura, politica e forze dell’ordine mi provocano lo stesso effetto degli abitanti di Innsmouth nel racconto di Lovecraft.

Quale è questo effetto?

Leggete il racconto e non fatemelo dire che è meglio…

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