Posso entrare? NO, TU NO!

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Ci sarebbe da ridere, ricordando una canzone di Enzo Jannacci di tanti anni fa (Vengo anch’io. No, tu no), se l’argomento da trattare non fosse serio.

Ci sarebbe da ridere, ricordando una canzone di Enzo Jannacci di tanti anni fa (Vengo anch’io. No, tu no), se l’argomento da trattare non fosse serio.

Martedì pomeriggio, il sindaco della Città Metropolitana Giuseppe Falcomatà, in visita nella Locride per comprendere le problematiche del territorio, viene a Siderno per perlustrare il TMB di San Leo, al confine con Locri.

Rosario Condarcuri, della Riviera, mi informa dell’evento e mi chiede se voglio andare anche io, in quanto da anni scrivo e partecipo all’attività della rivista (non ho la tessera, ho un mio blog, pubblico, invio comunicati, come portavoce dei movimenti ambientalisti di Siderno, pubblico video).

Ci penso e poi gli chiedo se mi faranno entrare, lui mi dice. “Se vieni con me, entri”.

Dopo ore di attesa, causa ritardo di Falcomatà e dei Consiglieri Metropolitani della Zona, intervista dei media presenti, si apre la sbarra, impiegato all’ingresso, dice entrano solo “Sindaci, consiglieri e stampa”. Entrano quasi tutti, sulla fiducia, compreso un candidato sindaco e consigliere di Siderno. Francesco Martino, Giuseppe Caruso e Michele Caruso, portavoce dell’associazione “Volo”, restati ultimi vengono bloccati.  Io dico che sono presente come Riviera, mi viene chiesto il tesserino!

Giuseppe Caruso protesta, spiegando che è il responsabile di FDI, non c’è niente da fare. Infine telefona a Rudi Lizzi, consigliere metropolitano e a quel punto viene fatto entrare; malgrado insistenze, Michele viene respinto. Passa del tempo e improvvisamente arrivano Antonella Avellis e Antonio Commisso, si avvicinano all’ingresso, arriva dal piazzale interno Mariarosaria Tino e l’ingresso viene autorizzato. Non mi risulta che al momento siano candidati Sindaci o giornalisti. Niente di personale con nessuno.

Vorremmo sapere, se dopo più cinque mesi di un incendio, che per noi rimane oscuro, visto che:

la cittadinanza non sa le cause;

quanti veleni si sono diffusi in atmosfera e nel territorio, causa il forte vento che spirava; 

quanti liquidi velenosi dello spegnimento si sono diffusi nei terreni. 

Non è possibile per dei cittadini visitare, insieme a tante altre persone, un luogo che dovrebbe essere trasparente. Si fanno visite guidate di scuole per magnificare i vantaggi di questo insediamento e poi non si permette a delle voci critiche di poter vedere lo stato dell’impianto dopo l’incendio. Quale affidabilità possiamo dare ai “comunicati” tranquillizzanti che si tende a diffondere presso la popolazione, malgrado questi anni hanno smentito clamorosamente che il TMB sia e possa essere sicuro. Alcuni giorni prima del 26 settembre, un altro incendio era esploso e nessuno ne era stato informato, ci si può fidare ancora?