Progetti Pnrr per la riforestazione urbana

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Si concretizza la sinergia promossa da Palazzo Alvaro per l’avvio del programma finanziato con fondi Pnrr per un investimento complessivo di 8 milioni di euro.

La Città Metropolitana ha sottoscritto le convenzioni con i Consorzi di bonifica e l’Università nell’abito del programma di riforestazione urbana, periurbana ed extraurbana previsto col finanziamento di, complessivi, 8 milioni dei fondi Pnrr.

Assieme al consigliere delegato all’Ambiente, Salvatore Fuda, ed al dirigente Pietro Foti, l’accordo è stato siglato dai presidenti dei Consorzi Alto e Basso Jonio reggino, Pasquale Brizzi e Giovandomenico Caridi e dal Direttore del dipartimento di Agraria, Giovanni Enrico Agosteo.

«E’ un corposo investimento – ha sottolineato Fuda – che conferma il valore dei nostri tecnici di settore e dei progettisti coinvolti. Reggio Calabria, infatti, è fra le poche Città metropolitane che hanno raccolto la sfida dei fondi europei, elaborando un progetto che, per la sua complessità, ha messo in grande spolvero le capacità dello staff tecnico guidato dal dirigente Pietro Foti».

Merito, poi, secondo il consigliere delegato, va ascritto alla «forza di aver scelto di lavorare in sinergia con le Università e coinvolgendo, per l’appunto, i Consorzi di bonifica, soggetti pubblici ampiamente riconosciuti, che avranno il compito di mettere a dimora circa 1000 piante per ognuno dei 184 ettari individuati in larga parte del comprensorio metropolitano».

«In questa maniera – ha proseguito – raggiungiamo due importanti obiettivi sia sotto l’aspetto locale, sia sotto quello globale. Proviamo, infatti, a rispondere ai danni causati dai vasti incendi degli anni passati e, nello stesso tempo, ad incardinare politiche di crescita che contrastino gli effetti del cambiamento climatico». «Per farlo – ha concluso Fuda – abbiamo scelto di rivolgerci ad un ente pubblico come quello dei Consorzi, cui guardiamo con attenzione perché lo consideriamo un comparto delicatissimo per lo sviluppo di tutti gli assetti ambientali legati alle nostre attività e alla nostra agricoltura».