Un confronto tra i tratti sud delle vie marine di Siderno e Locri: criticità, differenze e idee a verde per riqualificare senza omologare. Tra il percorso ciclabile di Locri e il caos selvaggio di Siderno Sud: bastano alberi, illuminazione solare e decoro per valorizzare la costa senza ricorrere al cemento.
Francesca Monteleone
L’estate volge al termine e, come di consuetudine, si procede ai bilanci di fine estate.
Di questa estate, vorrei soffermarmi a riflettere sul lato Sud dei lungomari di Siderno e di Locri, e non solo.
A Siderno, questo tratto corrisponde con la nuova parte più spontanea del lungomare, che si estende oltre la piazza di San Francesco, verso Locri. A Locri, lo stesso tratto corrisponde alla nuova pista ciclabile che porta quasi in prossimità dell’ultima fiumara che separa Locri da Portigliola.
Entrambi, adesso sono molto frequentati, pieni di vitalità e di utenza.
A Locri, questo tratto di lungomare è stato sistemato, dotato di un percorso pedonale adeguato e illuminato. Ma la sua carta vincente è sicuramente la sua percorribilità a piedi, perché la vicina e storica pineta raffresca la passeggiata e permette di poter attraversare il tratto godendo dell’ombra.
A Siderno, questa fascia di lungomare è piuttosto spontanea e presenta qualche problema di circolazione. Non c’è spazio per passare, i parcheggi sono assolutamente selvaggi, i ponti sopra gli sbocchi della fogna assolutamente precari. Chi si avventura a piedi in questo tratto sfida il caldo, amplificato dalla sabbia circostante, che alza polvere a causa dell’incessante circolazione stradale dei veicoli. Calato il sole, si potrebbe imboccare la strada a piedi, peccato che si inciampa facilmente lungo la via, a causa anche di un’illuminazione completamente assente.
Ecco, i problemi qui elencati potrebbero richiedere sicuramente una loro sistemazione molto costosa, perché il primo pensiero potrebbe essere rifare, o meglio, fare, estendere il lungomare anche su questo lato, prendendo ad esempio Locri. Ma la bellezza di questo tratto è proprio nella sua spontaneità, nel suo carattere un po’ incolto, libertario, offrendo anche un paesaggio diverso da quello che si può avere vicino. Questa sua caratteristica, dunque, potrebbe portare a mantenere questo aspetto spontaneo e tuttavia migliorare la situazione per gli utenti, che gioverebbero di una differenziazione dei paesaggi e delle offerte, piuttosto che un’incessante omologazione.
Basterebbe aggiungere qualche cespuglio abbastanza alto come accompagnamento e delimitazione della strada, e piantare qualche albero compatibile con il tipo di vegetazione e ambiente circostante. Non c’è bisogno di togliere sabbia per lasciare posto al cemento, ma aggiungere qualche elemento per dare un aspetto decoroso. Piantando alberi, gli alberi farebbero da filtro alla ferrovia e soprattutto farebbero ombra, concedendo la possibilità di attraversamento pedonale di questo tratto di lungomare. Così, si potrebbe scoraggiare l’uso della macchina. In questo modo, gli utenti potrebbero recarsi a piedi, gioendo di un tratto ventilato e ombroso e non di un sole cocente e infernale. Ovviamente agli alberi vanno accompagnati anche dei lampioni, di quelli piccoli, non invasivi, magari che si alimentano con i pannelli solari, di come se ne vedono tanti in giro nelle nostre zone. Questo permetterebbe di attraversare questo lato di costa a piedi anche la sera, senza inciampare.
Chiude il tutto una bella pulizia della spiaggia, per permettere ai pedoni, volendo, di arrivare fino al sottopasso in corrispondenza del noto hotel tra Locri e Siderno, ed eventualmente di arrivare fino a Locri. Ecco, in attesa del ponte pedonale che dovrebbe collegare Locri e Siderno, intanto magari si possono fare delle migliorie, per prepararci al ponte.
Penso che le piccole attività proposte non siano troppo dispendiose, piantare degli alberi, mettere delle luci, pulire la spiaggia. Ovviamente la piantumazione deve essere fatta previa attenta analisi sia delle specie da inserire, sia del contesto ambientale, sia in rapporto alla ferrovia. Gli alberi, infatti, non devono intralciare o rischiare di rendere meno sicuro il percorso del treno. Essi però possono avvantaggiare tutti gli utenti in questa zona e non solo. Infatti, complice l’elevata calura di questa estate, la mancanza d’ombra sui lungomari si è fatta sentire, e il traffico sui lungomari pure. Perché non è necessario parcheggiare di fronte allo stabilimento balneare dove vogliamo recarci, ma lo diventa se percorrere anche solo un metro a piedi per raggiungerlo diventa un’impresa titanica, sfidando le temperature estreme a cui dobbiamo iniziare ad abituarci.
Chiudo quindi questo bilancio, con l’invito di piantare più alberi non solo nei tratti sopra descritti, ma lungo tutti i lungomari. Le passeggiate potrebbero essere più piacevoli, si potrebbe scoraggiare l’uso della macchina in queste zone e vivere di più questa porzione di territorio. Le nostre coste potrebbero diventare un bellissimo e lunghissimo chilometro verde, abitato tutto l’anno, e riparo alla calura delle prossime estati roventi che ci attendono, altrimenti, anche solo scendere dalla macchina e raggiungere l’ombrellone potrebbe diventare un’impresa.

