Referendum: via libera a 5 quesiti sulla giustizia 

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Gli italiani potranno votare per cancellare la legge Severino sulla incandidabilità e decadenza di parlamentari e uomini di governo condannati a 2 anni, sulla separazione delle carriere dei magistrati, sulla stretta alla custodia cautelare, sul via libera alle candidature per il Csm senza bisogno di un numero di firme tra 25 e 50 e sul voto degli avvocati nei consigli giudiziari sulle valutazione dei magistrati. 

Sono cinque dei 6 referendum proposti dalla Lega e dal partito Radicale, ma presentati da otto Regioni governate dal centrodestra. La Consulta ha giudicato inammissibile, invece, il quesito sulla responsabilità civile diretta dei magistrati e quello sulla cannabis

Matteo Salvini, entusiasta, ha scritto suTwitter : “Primi quattro referendum sulla giustizia dichiarati ammissibili e presto sottoposti a voto popolare: vittoria!”.

Fratelli d’Italia ha fatto sapere che appoggerà solo due dei quattro quesiti: quello sulle separazione delle carriere e quello sull’elezione del Csm. “Sono contento che il referendum sia passato, così anche i cittadini potranno esprimere la propria opinione”; commenta il presidente dell’Anci, Antonio Decaro. “I referendum sono sempre una prova e un esercizio di democrazia da parte dei cittadini – prosegue – Sulla legge Severino noi sindaci abbiamo chiesto da sempre una modifica perché ci ritroviamo, unica figura istituzionale, ad essere sospesi per 18 mesi senza una condanna definitiva”.

Adesso all’appello mancano ancora due referendum sulla giustizia, la responsabilità civile dei giudici e gli avvocati con diritto di voto nei consigli giudiziari. Nonché il quesito sulla cannabis che sarà trattato per ultimo.