In occasione dell’80° anniversario del Referendum Repubblica-Monarchia del 2 giugno 1946 a livello locale ci siamo soffermati sull’esito referendario nei 13 Comuni della provincia reggina nei quali prevalse il voto a favore della Repubblica.
Vito Pirruccio
Si tratta di 13 Comuni nei quali, come nell’area del crotonese e della Sila, all’indomani della caduta del fascismo, il popolo fece sentire la voce di protesta nella lotta per la terra e contro lo strapotere dei proprietari terrieri. Questo moto di popolo che sarà protagonista da fine anni ’40 per tutto il decennio degli anni ’50 in quella che passerà alla Storia come la Riforma Agraria fortemente voluta dai partiti della sinistra e dal “Ministro dei contadini”, il comunista on. Fausto Gullo, segnerà la prima svolta progressista con l’affermarsi della scelta repubblicana in occasione del Referendum del 1946. Saranno, dicevamo, 13 i Comuni reggini nei quali prevarrà il simbolo della “Donna Turrita”: Roccaforte del Greco (68,62%), Mammola (65,61%), Agnana Calabra (64,73%), Grotteria (64,72%), Ferruzzano (63,33%), Gioiosa Ionica (63,03%)[1], Cardeto (61,57%), Siderno (60,22%), Canolo (59,15%), Sant’Agata del Bianco (58,56%), Rosarno (54,25%), Cinquefrondi (54,02%), Sant’Alessio in Aspromonte (50,35%).
Alcuni elenchi diffusi sui giornali locali e rilanciati dai social parlano di 14 comuni includendo Santo Stefano in Aspromonte tra i comuni repubblicani. In effetti, in questo comune aspromontano prevalse la Monarchia col 52,01% e la Repubblica riportò il 47,99%. L’altro dato errato riguarda Sant’Agata del Bianco che molti hanno assegnato alla Monarchia e in cui prevalse, invece, la Repubblica col 58,56%.
Ma è nel Comune di San Giovanni di Gerace (in una Vallata dalle forti radici repubblicane e progressiste) che, nel corso degli anni, si è consolidato un “falso storico”. A San Giovanni di Gerace non c’è stata assolutamente la vittoria della Repubblica. Prevalse, invece, il voto per la Monarchia con un esito schiacciante: l’82,86% e la Repubblica riportò solo il 17,14%. Per la precisione: votarono per la Monarchia 638 elettori e per la Repubblica solo 132 elettori.
Nella Vallata del Torbido lo scettro monarchico, quindi, rivisti i dati elettorali del 1946, passa a San Giovanni di Gerace (82,86%) il quale distanzia enormemente Martone, l’altro comune monarchico che col 52,44% perde il “primato” e passa al secondo posto tra i comuni della Vallata del Torbido per aver votato a maggioranza Monarchia in quello storico appuntamento del 2 giugno 1946.
Ristabilire il quadro storico esatto del 2 giugno 1946 nella Provincia di Reggio Calabria e, in particolare, nella Vallata del Torbido, aiuta a comprendere meglio gli sviluppi successivi della storia di questa area della Calabria interessata, in parte, dalla Riforma Agraria del Ministro Fausto Gullo con le sue vittorie e le sue sconfitte.
Questa nota di approfondimento è stata resa possibile dalla solerzia e dalla dedizione scrupolosa del dott. Giovanni Cotroneo, funzionario della Prefettura di Reggio Calabria, il quale è custode integerrimo presso il CE.DIR di una massa di documentazione ben conservata a distanza di 80 anni.
La Storia non cambia sicuramente con questi piccoli dettagli, ma mostra quanto sia importante affinare i dati di ricerca avendo in mano nuovi strumenti di lavoro e persone disponibili a dedicarsi con passione e lavorare in équipe.
[1]Nel 1946 ancora Comune unico con Marina di Gioiosa Jonica



