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Rosa Elena Rossetti: ” Voglio far amare la danza e i suoi meravigliosi valori”

Domenica, 16 giugno, presso il cinema nuovo di Siderno, è stato presentato il primo saggio di danza classica, diretto da Rosa Elena Rossetti. Sono stata invitata ad assistere a questo evento e, da subito, mi sono immersa in un vortice di forti emozioni, poichè era tangibile la forte passione che ha condotto la coreografa ad arrivare fino a lì, realizzando il suo sogno. Ho percepito tutti questi sentimenti, mentre i giovani allievi si esibivano, pertanto ho deciso di intervistare Rosa Elena, per capire il percorso che l’ha portata domenica pomeriggio in quel teatro.

Quali sono stati i sentimenti che ti hanno caratterizzato prima, durante e dopo il saggio di danza?

I sentimenti che mi hanno accompagnata prima del saggio sono stati davvero contrastanti, un mix di felicità e tensione, poi durante il saggio ho provato pura adrenalina e dopo il saggio immensa soddisfazione e gratitudine per tutto quello che, in questo primo anno accademico, sono riuscita a costruire con i miei piccoli allievi.

 Quel giorno, per i bambini che ballavano eri il loro punto di riferimento, in che modo ti sei approcciata a loro?

Il giorno del saggio mi sono approcciata ai ragazzi nel modo più positivo possibile, creando un clima sereno, incoraggiandoli a divertirsi tanto e sostenendoli in ogni loro paura. Ho spiegato con semplici parole che eravamo lì, perché a tutti loro piace ballare e che divertendosi potevano dimostrare quanto impegno avessero messo in questi mesi di preparazione allo spettacolo.

 Che tipo di maestra sei?

Sono una maestra molto empatica, premurosa ma allo stesso tempo rigida riguardo l’insegnamento della disciplina della danza, disciplina alla quale tengo moltissimo per un insieme di insegnamenti che mi sono stati impartiti. La forte empatia e conoscenza dei miei allievi mi ha permesso di istaurare con loro un rapporto basato su rispetto e amore reciproci. Ho sempre pensato che la passione è alla base di qualsiasi lavoro ben svolto. Una persona che è in grado di motivare gli studenti ad imparare, ma anche di insegnare loro come imparare è un grande valore aggiunto. Trasmettere il proprio sapere attraverso un valido metodo di studio, costituisce un’eredità preziosa anche per gli studi successivi.

 Quella sera, quando hai ballato, sei riuscita a manifestare il tuo amore per la danza. Come definiresti questa tua passione?

Ad oggi questa mia passione la definirei più come il modo di esprimermi senza l’utilizzo di parole. È il modo silenzioso di esprimere con il mio corpo ciò che sento, ciò che provo, ciò che amo, ciò che mi fa soffrire…. è semplicemente il mio linguaggio, tutta la mia vita!

Quando è nata?

È nata da piccolina, avevo 5 anni quando i miei genitori mi hanno iscritta a danza e, diciamo, che dalla sala di danza non mi sono mai più allontanata, neanche durante i miei studi universitari. Nasco ballerina classica. Ho studiato tanto, partecipando a stage con i migliori coreografi per migliorarmi, a concorsi nazionali e internazionali. La danza classica è per me eleganza, leggerezza, raffinatezza, coordinazione, armonia, forza ed espressività. E questi elementi hanno da subito rapito la mia attenzione diventando punti fermi della mia danza.

 Nel tuo percorso quali sono state le delusioni o ostacoli che hai incontrato? Quali, invece, le soddisfazioni più importanti?

Durante il mio percorso ci sono state sia delusioni che ostacoli, ma sono serviti tutti indistintamente a fortificarmi. Tutti i miei sacrifici ed il mio impegno costante nello studio della danza classica è stato riconosciuto sia nelle scuole di danza che ho frequentato, che al di fuori. Sono stata scelta, infatti, molte volte per ricoprire ruoli da protagonista in piccoli spettacoli teatrali nella nostra Locride, che mi hanno indubbiamente sempre riempita di immensa gioia.

 Che tipo di insegnanti hai avuto? E quali sono stati gli insegnamenti più importanti per il tuo percorso?

Ho avuto insegnanti di danza molto preparati e molto severi,  porto nel mio cuore ogni loro insegnamento, ogni correzione, ogni rimprovero, ogni complimento… perché ribadisco che la danza classica ha degli insegnamenti davvero rigorosi se si vogliono raggiungere buoni risultati.

Quando hai deciso di aprire una scuola tutta tua? Quali emozioni hanno accompagnato questa scelta?

La decisione di aprire una scuola tutta mia è arrivata dopo un anno di stop da tutto. Dopo aver terminato gli studi universitari, aver ottenuto l’abilitazione, ed essere diventata Avvocato, ho sentito che ancora una volta non potevo stare lontana dalla mia danza. Così, supportata e sostenuta dalla mia famiglia e dal mio compagno, ho dato vita alla mia passione, unita all’amore che nutro verso i bambini.

Chi sono i tuoi punti di forza?

I miei punti di forza sono senza ombra di dubbio i miei genitori, mio fratello e il mio compagno Davide, ai quali devo tanto e che mi hanno sempre lasciata libera di scegliere cosa essere e chi voler diventare, fidandosi pienamente di me in ogni circostanza. A loro devo tutto.

 Quali saranno i tuoi prossimi progetti?

I miei prossimi progetti non so ancora quali saranno. Sono una ragazza che ha imparato a vivere di emozioni e giorno dopo giorno, nonostante io sia molto organizzata. Ho sicuramente degli obiettivi, ed oggi voglio con tutta me stessa dedicarmi ai miei allievi e al mio lavoro, facendo semplicemente ciò che fa stare bene me e loro: Far amare la danza e i suoi meravigliosi valori.

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