Rossi di sera, perchè

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La cultura è l’anima di un giornale, per cui abbiamo deciso di ripartire con la discussione sui libri, che ci piacciono e che vogliamo consigliare ai nostri lettori. Giovedì abbiamo presentato due libri, due amici, due scrittori e tanto altro: Francesco Riccio, una persona solare che vive da comunista con una naturalezza disarmante; ed Filippo Veltri, il giornalista della Calabria, un baffo nerazzurro sempre sulla notizia, cercando di vedere e capire prima degli altri la reazione del lettore.

Sono molti i motivi che mi hanno convinto ad organizzare questa serata, tanti e vari come le sfumature di rosso del vino novello e come le sfumature della sinistra orfana di quel partito comunista, di cui io sono stato probabilmente uno degli ultimi iscritti, avendo militato dal 1984 fino alla Bolognina. La cultura è l’anima di un giornale, per cui abbiamo deciso di ripartire con la discussione sui libri, che ci piacciono e che vogliamo consigliare ai nostri lettori.

Abbiamo iniziato questo viaggio insieme ad alcuni amici, per primi i nostri vicini di casa dell’ANPI, l’associazione partigiani di Siderno e Locri, poi l’associazione amici del libro e della biblioteca di Siderno, che tante esperienze si porta dietro e, infine, l’associazione 22 ottobre fondata insieme al caro Ilario Ammendolia.

Giovedì abbiamo presentato due libri, due amici, due scrittori e tanto altro. Francesco Riccio, Ciccio, per tutti è un esempio vivente, un modello da imitare, una persona solare che vive da comunista con una naturalezza disarmante, colto, preparato e sempre pronto alla vita. Dopo aver vissuto una vita al fianco di chi ha governato il paese si comporta senza un minimo di vana gloria. “Lo rifarei” racconta appunto questa storia, da via Barberia a Botteghe Oscure.

Filippo Veltri è, invece, il giornalista della Calabria, un baffo nerazzurro sempre sulla notizia, cercando di vedere e capire prima degli altri la reazione del lettore. Scrittore e amante della politica con la P maiuscola, ripercorre gli ultimi trent’anni in Calabria, anni che lui ha vissuto da protagonista assoluto. Osservatore attento di tutto quello che si muove sulla carta stampata. Tutti e due, in modi diversi amanti della Riviera, della sua storia e del suo futuro.

La Riviera, già. Questo giornale mi toglie l’aria, non mi fa vivere, perché dentro le sue pagine sentiamo l’obbligo di raccontare la nostra storia, la storia dei figli che questa Terra la volevano cambiare e che, secondo me, l’hanno cambiata. Tra i tanti amici della Riviera, sicuramente un posto di eccezione, che può rappresentare bene tutti, è stato Pasquino Crupi. Il compare Professore che narra i “Rossi di sera”, quelli che si riuniscono e, dopo qualche bicchiere di buon novello rosso, si trovano ad essere poeti, filosofi e naviganti. Di cui ho voluto leggere un brano quella sera. La presentazione ha avuto luogo, in un posto anomalo, un locale particolare, lo Speak Easy, lontano dalle librerie classiche, ma vicino al calore del vino rosso, rigorosamente novello e delle zeppole che per tradizione ben si accompagnano alla notte prima di San Martino. Questo ambiente è importante perché per me, è la famiglia, inventato da mia sorella Carmelina e gestito da mia nipote Martina.

Pasquino Crupi nel suo libro “Rossi di sera” da cui abbiamo preso ispirazione scrive: Sarà un rosso pure lui. I rossi sono una specie immortale, che non muore mai.

Alla prossima!