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domenica, Marzo 3, 2024
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Salute: malattie del fegato e obesità, le nuove sfide che ci attendono

Rinaldo Nicita ci parla delle nuove sfide che ci attendono su malattie del fegato e obesità

Le vaccinazioni e le terapie per le epatiti virali e loro relative evoluzioni, ci avevano illuso che la maggior parte delle malattie del epatiche fossero state, quantomeno, arginate.

Il fegato, è quel meraviglioso organo vitale che presiede la maggior parte delle nostre funzioni fisiologiche, comportandosi da produttore, accumulatore, attivatore di sostanze benefiche e da depuratore di materiali di scarto e/o tossiche per l’organismo.

In quanto snodo cruciale del metabolismo è bersaglio di una serie di malattie di cui, alcune intrinseche o primarie ed altre (le maggior parte) provocate da fattori esterni.

Una delle patologie epatiche emergenti, con effetti riscontrabili sul medio e lungo termine, è rappresentata dalla steatosi epatica, accumulo di goccioline di grasso all’interni delle cellule epatiche, utili per le funzioni ordinarie e per quelle emergenziali del nostro organismo.

Sempre più spesso accade che, stili di vita non conformi a quelli salutari, favoriscono un accumulo di gocciole di grasso nelle cellule del fegato rappresentando un ostacolo al fisiologico e corretto funzionamento dello stesso.

Questa patologia è conosciuta come Steatosi-epatica.

Quando l’accumulo del grasso è pari al 30 % in più del fisiologico, si parla di  STEATOSI DI GRADO LIEVE; dal 30 al 60% in più, si parla di STEATOSI DI GRADO MODERATO quando è maggiore del 60% di STEATOSI DI GRADO SEVERA.

Questo “ingrassamento”,  può portare ad una infiammazione del fegato e pertanto all’EPATITE che spesso diventa evolutiva, con la possibilità di trasformarsi in FIBROSI, in CIRROSI ED EPATOCARCINOMA.

Le cause di epatite più comuni sono: l’obesità, diabete e malattie metaboliche, l’alcool, le droghe, i farmaci compresi i chemioterapici, le malattie autoimmuni, ecc.

L’epatopatia di più comune riscontro viene definita NASH (Non Alcholic Steato-Hepatitis), seguita  dalla MASH (Metabolic Associated Steato-Hepatitis) e  dalla steato-epatite alcoolica.

Oggi abbiamo ci possiamo servire di parametri biometrici  numerosi marcatori ematochimici per poter effettuare una precoce valutazione  ed  una corretta diagnosi che è necessaria per agire sulle cause e gli effetti del danno epatico.

La prima causa di epatopatia evolutiva (NASH), riconosce quale causa principale l’ obesità.

Per prevenire quest’ultima si deve partire da una approfondita anamnesi familiare per poi analizzare lo stile di vita, calcolare l’indice di massa corporea (BMI), misurare il giro vita e valutare alcuni parametri ematochimici quali gli enzimi epatici, la glicemia, l’assetto ormonale e lipidico, la curva da carico di glucosio ed insulina ecc.. gli esami strumentali sono rappresentati da una ecografia epatica approfondita per poi in secondo livello passare all’esecuzione di un FIBROSCAN che è l’unico metodo non invasivo accettato dalla scienza per accertare l’evolutività della malattia epatica.

Tali patologie concorrono a determinare anche patologie extraepatiche quali quelle cardiovascolari, prima causa di morte del mondo occidentale tramite quella che vie definita “sindrome metabolica”.

 I parametri per poter individuare la  sindrome metabolica, sono i seguenti:

Circonferenza della vita superiore a circa 94 cm. negli uomini,                                  circa 80 cm nelle donne

Trigliceridi elevati = >150 mg/dl

Colesterolo HDL < 40 mg/dl negli uomini e < 50 mg/dl nelle donne

Glicemia a digiuno = >100 mg/dl

BMI> 30

Resistenza insulinica

 Per quanto detto l’”innocente” steatosi epatica spesso  ecograficamente riscontrata, viene sottovalutata a causa dei disturbi che nel breve periodo non vengono avvertiti e, di conseguenza, non viene considerata una potenziale malattia.

Le statistiche ci confermano che una steatosi epatica semplice evolve in oltre il 20% di casi. Nell’ Azienda Sanitaria di Reggio Calabria, per esempio, vi sono circa 30.000 potenziali  pazienti con steatosi epatica evolutiva.

Se a questa statistica si aggiungono i consumatori  (abituali e/o occasionali) di alcoolici e superalcoolici, si assiste ad un incremento significativo delle patologie epatiche.

Negli ultimi tre anni nel solo comprensorio della Locride c’è stata la necessità di ricorrere, per alcuni pazienti, al trapianto del fegato.

Si auspica che i cittadini, anche spronati dai colleghi Medici e Farmacisti,  si sottopongano a CONTROLLI EMATOCHIMICI ed ECOGRAFICI del fegato ed eventualmente al FIBROSCAN per evitare che nel loro organismo si inneschi la tragica sequenza che dalla steatosi epatica passando per la fibrosi, si complichi in cirrosi ed epatocarcinoma.

 

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