Saviano: resistere e non mollare!

59

Roberto Saviano a Mimmo Lucano: “Non mollare, non molleremo e Riace rinascerà, rinascerà quel sogno di accoglienza e di solidarietà che tanto ha permesso di fare, realizzare, dare senso alle cose”.

 Allora Mimmo, come andiamo? Un saluto a tutti, a tutti coloro che sono in questo momento a Riace. Quanto vorrei esserci anch’io. L’ultima volta che sono stato a Riace sono stato proprio bene. Ho trovato esattamente quel clima, quell’atmosfera, quel modo di stare assieme che tanto ho ricercato nella mia vita. E non era neanche un momento facile, era già iniziato tutto il trambusto. Cosa dobbiamo dirci? Resistere. Cosa dobbiamo dirci? Non mollare. E cioè come dicevano i nostri cari Calamandrei, Salvemini, Ernesto Rossi, di osare, di continuare a seguire quelli che sono secondo noi i percorsi per cui vale la pena vivere. Leggo qualche riga scritta da Ernesto Rossi proprio sul perché fondano questo giornale sotto il fascismo, il primo giornale clandestino antifascista dal nome proprio Non Mollare! Ernesto Rossi scrive: avevamo passato in rassegna i nomi dei periodici italiani e stranieri che conoscevamo, risalendo fino a quelli del Risorgimento. Nessuno ci sembrava adatto per la testata del giornaletto che volevamo fare, in mancanza di meglio ci eravamo fermati sul nome Il Crepuscolo ma non eravamo soddisfatti. Poteva dar luogo ad equivoci, il Crepuscolo non è solo la prima luce dell’alba è anche l’ultima luce del giorno. E poi: dal sostantivo si sarebbe potuto trarne l’aggettivo crepuscolare, col quale non ci sarebbe certo piaciuto di essere qualificati. Fu Nello Rosselli finalmente a suggerire: chiamiamolo Non Mollare! E tutti fummo subito d’accordo. Era proprio quello che volevamo dire. Un rimprovero, un incitamento, un comando a tutti i cacastecchi che con mille ragioni dimostravano che ormai non c’era più nulla da fare, a tutte le anime pavide che già accettavano il fascismo come un fatto compiuto, adattandosi alla servitù. Per timore di peggio. Ecco Mimmo, non ti sei adattato alla servitù, e quando anche si sono compiuti atti di disobbedienza questa disobbedienza civile non poteva essere proclamata mentre la facevi, perchè se l’avessi fatto l’accoglienza, l’assistenza, la protezione dei migranti di Riace sarebbe finita. E quindi la tua è stata una disobbedienza che non poteva essere denunciata in quell’istante. Contro i cacastecchi, parola meravigliosa del passato, che significa i pavidi, non coraggiosi, che cacano stecchi appunto, inutili dubbi per non agire. Non mollare contro chi dice che non c’è più niente da fare. Io non sono sicuro che ci sia ancora qualcosa da fare. Sono anche molto stanco e molto arrabbiato. Contro l’isolamento. Reazionari, populisti, e quel mondo li, estremismi in genere, sono pronti a vomitare, a sputare, infangare. Dall’altra parte si è sempre così avidi nel proteggere e nel dare solidarietà, nel creare distinguo pelosi, si però, ma nonostante tutto, epperò effettivamente… Ti arrivi il mio abbraccio, chiariremo tutto, riusciremo in qualche modo a mostrare, perchè è nei fatti, che l’esperimento di Riace è stata la migliore cosa possibile avvenuta nel Sud Italia che ha permesso di mostrare come fosse chiaro che l’accoglienza è soltanto l’unica possibile strada per fare partire il Sud Italia, per permettere al cuore del Mediterraneo, e noi sì siamo il cuore del Mediterraneo, di essere sintesi tra più mondi, di non essere solo terra di emigrazione, di essere terra di ripartenza, accogliendo, dando speranza e facendo partire una produttività concreta. Insomma Mimmo, non mollare, non molleremo, non gli daremo tregua, e Riace rinascerà, prima o poi rinascerà, rinascerà quel sogno di accoglienza e di solidarietà che tanto ha permesso di fare, realizzare, dare senso alle cose e soprattutto dimostrare che con l’alleanza, con la condivisione, con la progettualità, e non con i respingimenti, non con le volgari argomentazioni che parlano di invasione, non con chi definisce taxi o crociere le ambulanze è impossibile far ripartire la nostra terra. Un abbraccio a tutti, quanto vorrei star lì.

Ciao Mimmo!

Roberto Saviano