Siderno, caso “Alvaro”. Genitori e alunni in protesta. La Savaglio, “Città metropolitana” in fermento

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L’assessore regionale all’Istruzione scrive ai genitori auspicando una rapida quanto positiva conclusione della triste vicenda che da oltre un anno non si sblocca; intanto a Reggio Calabria sale la temperatura, e non solo climatica, per addivenire ad una soluzione che ponga soprattutto gli studenti dell’istituto sidernese in una condizione agevole per l’inizio del nuovo anno scolastico.

Eppur si muove. Anzi, ha smosso letteralmente le acque della vacanziera politica regionale e locale quello che, a ragion veduta, possiamo definire il caso “Alvaro”. Che comincia a prendere forma e sostanza all’indomani della lettera indirizzata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dai docenti e dai rappresentanti dei genitori dell’istituto sidernese, e che nel contesto più ampio di quella comunicazione urgente inviata al Quirinale, per conoscenza vedeva interessati anche il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi; il presidente f.f. della regione Calabria, Nino Spirlì e l’assessore all’Istruzione del sopracitato ente calabrese, Sandra Savaglio: l’oggetto del contendere è e rimane a tutt’oggi molto chiaro da parte di tali soggetti, ossia la demolizione e la ricostruzione della predetta scuola della cittadina jonica. Che non parte nonostante ci siano le risorse economico-finanziarie per coprire le spese della demolizione e consequenziale ricostruzione.

Nella tarda serata di ieri si è appreso che le sopraccitate Istituzioni cominciano a muoversi avendo evidentemente sortito l’effetto sperato, quantomeno sotto forma di vicinanza e, forse, anche qualcosa in più, come nel caso della titolare dell’Istruzione nell’esecutivo calabrese, Savaglio, la quale ha inteso partecipare tutta la propria vicinanza ai genitori degli studenti della “C. Alvaro”, auspicando al contempo una rapida quanto positiva conclusione del caso posto in essere: una novità importante, di cui tener indubbiamente conto, che ha dato conforto e stimolato in maniera forte la componente genitoriale dell’istituto sidernese.

Che, nella mattinata di ieri, martedì 3 agosto, si era ritrovata al Comune di Siderno unitamente ad un buon numero di docenti in forza alla predetta scuola, per protestare pacificamente davanti all’ingresso della municipalità reggina, esponendo peraltro uno striscione dal contenuto piuttosto eloquente “Il tempo è scaduto”, giustappunto riferendo di una situazione che si protrae da oltre un anno e che, tra silenzi più o meno concepibili, non si può tollerare oltre, stante il fatto che tra poco meno di un mese, il prossimo 1. Settembre, si riapriranno i battenti delle scuole per iniziare con i lavori di programmazione dei docenti e quant’altro attiene al prossimo anno scolastico che, in Calabria, partirà il prossimo 20 settembre.

Tale assunto è stato ribadito in un incontro avuto dalle soprarichiamate forze con due dei tre commissari prefettizi, insediati al Comune di Siderno, Caracciolo e Mulè, cui si è aggiunto anche il dirigente scolastico, Zannoni, ed a cui hanno anche preso parte alcuni rappresentanti responsabili della biblioteca comunale di Siderno, terzo incomodo intervenuto per difendere a spada tratta l’eventuale spostamento della sede, posto che i docenti ed i genitori della “C. Alvaro” avevano indicato proprio nella sede della biblioteca comunale la sede di loro gradimento e più immediata da adattare alla nuova situazione.

Al riguardo, nell’incontro poi ripreso nel pomeriggio e conclusosi con un nulla di fatto, pare che ci sia grande fermento all’interno degli uffici della “Città metropolitana” di Reggio Calabria a motivo del fatto che non solo alla questione posta in essere alla “Alvaro” ma anche per altri istituti locridei ci sia da mettere concretamente mano. Perché non si può più aspettare. Perché il tempo è effettivamente scaduto.