Un nuovo sviluppo si inserisce nell’indagine che da anni punta a ricostruire struttura e proiezioni internazionali della ’ndrangheta. Il 17 febbraio il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, con il supporto del Comando Provinciale di Reggio Calabria e in cooperazione con l’FBI, ha eseguito un fermo disposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria nei confronti di sette presunti affiliati alla cosca Commisso di Siderno. Le accuse comprendono associazione mafiosa, estorsione e danneggiamento aggravati dal metodo mafioso. Disposto anche il sequestro delle quote di un’impresa edile riconducibile a uno degli indagati.
Il GIP di Locri non ha convalidato il fermo, ma ha emesso per tutti la custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti le esigenze cautelari.
L’indagine, coordinata dalla Procura reggina e condotta dal ROS, si concentra sul ruolo centrale del “Locale” di Siderno, ritenuto snodo strategico delle dinamiche criminali anche all’estero. Sotto la lente il cosiddetto “Siderno Group”, struttura attiva dagli anni ’70 con ramificazioni in Canada, Stati Uniti e Australia, considerata autonoma operativamente ma legata ai vertici calabresi.
Le attività investigative, sviluppate anche grazie alla collaborazione tra ROS e FBI dal 2019 al 2025, avrebbero confermato la centralità del Locale di Siderno negli equilibri criminali in Nord America e fatto emergere il ruolo della “Ndrina di Contrada Mirto” e la primazia del ramo “Scelti” della cosca Commisso, oggi ritenuto guidato da Antonio Commisso.
Tra le figure chiave compare Frank Albanese, residente negli Stati Uniti e ritenuto punto di raccordo tra Siderno, la proiezione di Albany (New York) e quella canadese.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

