Stilo ricorda Antonio “Totò” Tirotta bandiera gialloblù e componente storico della banda

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Circa tre mesi fa se ne andava immaturamente un uomo autenticamente esemplare nella società della “Città del Sole”, punto fermo del centrocampo della Stilese pigliatutto, insieme ai fratelli Mimmo e Renato, e di una vera e propria istituzione come il complesso bandistico di cui la famiglia Tirotta è motore pulsante: una serata sportiva in suo onore, con un quadrangolare di calcio a 5 nel nuovo impianto di calcetto con le toccanti parole in special modo di padre Giovanni Coniglio 

A Stilo erano in tantissimi la sera di domenica, 1. Agosto, sugli spalti del complesso sportivo di calcetto ubicato nel rione Pilatello e recentemente rimesso a nuovo; erano tantissimi come coloro che gli hanno voluto bene in questa vita perché lui, Antonio “Totò” Tirotta, si era fatto voler bene, uomo discreto, mai dagli interventi a gamba tesa, lui che era l’elemento di rottura nel centrocampo della Stilese che fu, quella pigliatutto di Firmo Micheli.

Oppure, un uomo che mai stava sopra le righe lui, il buon Totò, che è stato componente tra i più attivi e presenti nel complesso bandistico “Città di Stilo” proprio perché sapeva ben dosare la melodia dei suoi atteggiamenti verso il prossimo, sempre trattato con pieno rispetto, al punto che eccoli lì i risultati ottenuti in una calda serata di piena estate, con tutti, praticamente tutti, a rendergli omaggio stringendosi particolarmente attorno a Donatella, la moglie, e a Vincenzo e Roberta, i loro figli, da circa tre mesi senza il loro faro. La loro stella.

C’erano in particolare tantissimi giovani che hanno animato la kermesse calcistica a livello più che altro amatoriale e per un senso di solidarietà e sportività come tanto piaceva a Totò nonostante avesse lottato e vinto tanto con la sopraccitata Stilese, condividendo le proprie prodezze anche e soprattutto con i fratelli Mimmo e Renato, e con tanti altri colleghi e amici che costituirebbe un elenco fin troppo lungo da snocciolare, ad un tiro di schioppo da lì, dal campo di calcetto, ossia nel catino di tanti, leggendari, matches che era e rimane lo stadio comunale “Guido Mesiti”.

Una serata organizzata con il consenso pressoché unanime per ricordare il buon Totò, tifosissimo oltreché della Juventus anche ed in special modo della Reggina, con sorrisi più o meno accennati ma certamente con gli occhi colmi di lacrime e di ricordi, tantissimi ricordi anche strettamente connessi alla Stilo che gli diede i natali ed a cui Totò risultava visceralmente legato, particolarmente alle tradizioni popolari, di quelle che ti entrano nelle ossa e non se ne vanno più, ovunque tu vada e tradotte in musica anche lì con Mimmo, Renato e Peppe, un altro fratello, il più in vista nel sodalizio artistico-musicale stilese, oltre a zii, cugini e nipoti con i quali tenere alto il nome della “Illustrissima Civitas Styli”: ricordi, aneddoti e racconti, di quelli che ti sganasci dalle risate e tanto altro ancora che domenica sera hanno fatto il paio con quell’incredulità e quel rimanere ancor’oggi costernati rispetto all’immatura scomparsa per un nonnulla, una banalità che lo ha portato lassù, tra gli angeli del Cielo.

Che è stato in buona sostanza il senso del messaggio di padre Giovanni Coniglio, parroco della “Città del Sole” da oltre un anno, il quale ha allargato le proprie, paterne, braccia per abbracciare ancora una volta e di più Donatella, Vincenzo e Roberta; la famiglia Tirotta particolarmente vessata e messa a dura prova dalla vita terrena in questo 2021, nella carne viva dei propri giorni, e l’intera cittadina da tenere per la mano in momenti, amarissimi, come questo. Sugellato comunque da un tenerissimo bacio da mandare lassù, tra le stelle, al buon Totò.

Antonio Baldari

*foto gentilmente concesse da Mario Fiorenza.