Stop dell’Aifa al vaccino Astrazeneca in Italia

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La decisione è stata presa in via precauzionale e temporanea.

L’Agenzia italiana del farmaco ha deciso di estendere in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell’Ema, il divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca, contro la Covid-19, su tutto il territorio nazionale. La decisione è stata assunta in linea con analoghi provvedimenti adottati da altri Paese europei e, spiegano fonti del ministero della Salute, dopo un colloquio tra Roberto Speranza il presidente del Consiglio Mario Draghi. Durante la giornata, Speranza ha avuto colloqui con i ministri della Salute di Germania, Francia e Spagna.

“Ulteriori approfondimenti sono attualmente in corso”, annuncia l’Aifa, specificando che “renderà nota tempestivamente ogni ulteriore informazione che dovesse rendersi disponibile, incluse le ulteriori modalità di completamento del ciclo vaccinale”, per coloro che hanno già ricevuto la prima dose. In “coordinamento” con Ema e gli altri Paesi europei, l’Agenzia italiana del farmaco “Valuterà congiuntamente tutti gli eventi che sono stati segnalati a seguito della vaccinazione”.

In seguito, alla morte di alcune persone nei giorni successivi alla vaccinazione con il farmaco prodotto dall’azienda anglo-svedese, l’Aifa aveva già sospeso un lotto in via precauzionale per approfondimenti da parte dell’Istituto Superiore di Sanità e in attesa che le autopsie escludano del tutto un nesso di causalità tra la somministrazione e i decessi.

 Come sottolineato da Guido Rasi, ex direttore dell’Agenzia europea del farmaco, su 3 milioni di dosi somministrate in Europa si sono registrati 30 casi di trombosi, un numero che corrisponde all’incidenza attesa sulla popolazione generale. Vale a dire che i dati non mostrano un aumento delle trombosi tra chi ha ricevuto il preparato anti Covid.

Il personale scolastico vaccinato con AstraZeneca ha. Intanto, raggiunto quota 633.729. Un numero che avrebbe potuto essere più elevato se non fosse stato per le prenotazioni cancellate negli ultimi giorni. Un numero non trascurabile di docenti e lavoratori della scuola, infatti, probabilmente già con qualche dubbio sulla sicurezza totale del vaccino, dopo avere prenotato si sono tirati indietro, proprio per timore degli effetti collaterali. E qualcun altro, già vaccinato, ipotizza adesso di non rinnovare il vaccino con la seconda dose.