Sweet Child of Mine – Le tredicenni di oggi

408

Basta poco per trasformarti in tua madre. Un’adolescente in bikini, dei Tik Tok un po’ sexy e riesci finalmente a dare un senso alla frase dei tuoi genitori: “Se non hai figli non puoi capire” e ai loro “No” senza spiegazione

D’estate le incontri in piccoli gruppi di tre o quattro, passeggiano sul lungomare o chiacchierano sotto l’ombrellone divertite, tassativamente con lo smartphone in mano, tra un selfie ed un Tik Tok, sono magre, sono lunghe, hanno corpi bellissimi seppure ancora acerbi, fasciati in bikini glitterati, alcune addirittura con tanto di brasiliana, oppure vestono pantaloncini a vita alta stile Chiara Ferragni e sono un misto di malizia e innocenza.

Sono le tredicenni, anno più anno meno, del nuovo millennio.

E se tu sei madre di una pargola, ancora per fortuna troppo piccola per andarsene in giro truccata di tutto punto, non puoi che farti percorrere la schiena da un brivido al pensiero che prima o poi toccherà anche a lei. E, soprattutto, toccherà a te.

Una figlia femmina… e ora?

Perché diciamocelo, quando una figlia femmina arriva ad allietare i nostri cuori e addolcire le nostre vite, noi non più giovani madri post moderne sentiamo quella vocina dentro che ci tormenta sempre più insistentemente: una figlia, femmina, nel delirio di questi tempi…e ora che si fa?

Il pensiero corre subito a quando crescerà e si affaccerà all’adolescenza, ai vestiti, al trucco, al ciclo, alle uscite di sera, all’alcool, ai ragazzi e all’incubo sesso. Perché per quanto tu vorresti che non fosse così, sai benissimo che sono tutte cose che succederanno e la tua piccolina perderà prima o poi la sua innocenza.

Genitori tradizionali, liberali o integralisti: l’abbronzatura

La mente torna indietro automaticamente ai traumi della tua adolescenza, agli svariati No di tuo padre al novanta per cento delle tue timide richieste. Erano dei no assoluti, per nulla democratici, senza spiegazioni, né negoziazioni, seguiti tutt’al più da un definitivo Perché no se minimo minimo azzardavi un perché.

Era così che per lo più andava per tante di noi, adolescenti di provincia: guardavamo con invidia alle amiche, figlie fortunate di genitori moderni, che uscivano la sera senza problemi anche se avevano quindici anni e facevano tutto quello che noi non avremmo mai potuto fare, perché figlie sfortunate di genitori tradizionali.

Ricordo anche però di casi estremi di amiche provenienti dai paesini dell’entroterra, che in spiaggia ci potevano andare solo se accompagnate dai fratelli maschi che le sorvegliavano, ad alcune era addirittura proibito di sdraiarsi a prendere il sole, perché era una posa troppo lasciva, dovevano asciugarsi da sedute, insomma una roba integralista che i talebani gli facevano un baffo.

Mamme post moderne, la strategia dell’amica

Ecco, quando vedo alcune tredicenni di adesso che, invece di sguazzare nell’acqua del mare, improvvisano veri e propri set di posa sulla sabbia o sotto le docce del lido, facendosi fotografare dalle amiche in atteggiamenti languidi e già sexy, il tutto con il bene placido soprattutto delle giovani madri post moderne, che mettono poi il like sui profili che le figlie hanno su Instagram, il mio pensiero corre alle tredicenni del paesino di montagna di tanti anni fa e non posso non pensare che il cambiamento era inevitabile.

I no aiutano a crescere?

La domanda è fino a dove può spingersi il cambiamento.

Credo che la risposta sia come sempre nella via di mezzo.

Perché se ripensiamo alla nostra adolescenza ci ricordiamo che quando, col passare del tempo, ci venivano concesse piccole dosi di libertà per noi era un sogno che si realizzava e ne gustavamo ogni singolo attimo con gioia e, me ne rendo conto dopo decenni, con un senso di responsabilità che forse oggi si è perso e che era figlio della severità dei nostri padri.

Perché forse non sempre un no va spiegato, non sempre il dialogo paritario tra genitori e figli dà i suoi frutti migliori, forse la mamma non deve essere la migliore amica della figlia con cui scambiarsi il bikini, ma deve essere guida e limite al tempo stesso.

Ma queste sono cose che si imparano solo vivendole, i tempi cambiano e i figli e le figlie pure, non esistono delle regole vincenti e la strada è piena di errori.

L’unica cosa che ci è concessa fare e cercare di fornire alle nostre piccole gli strumenti per crearsi una coscienza critica che le distingua dalla banalità del mondo, che sappia andare oltre l’effimero e che le porti lontano nella vita, sulle proprie gambe, con gli occhi aperti e senza paura.