Si allarga l’inchiesta sul presunto traffico internazionale di sostanze stupefacenti coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania. Nelle ultime ore la Guardia di Finanza ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sei persone, ritenute, a vario titolo, coinvolte in un’organizzazione dedita al traffico di droga tra la Sicilia, Malta e la Calabria.
L’operazione rappresenta un nuovo sviluppo dell’indagine avviata lo scorso 12 giugno, quando erano già state arrestate altre quindici persone. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di traffico di sostanze stupefacenti, detenzione di armi e, per alcuni, di aver favorito le attività dei clan mafiosi Cappello-Bonaccorsi di Catania e Santa Panagia di Siracusa.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sodalizio criminale avrebbe organizzato un articolato traffico internazionale di cocaina, hashish e marijuana tra la Sicilia e Malta, rifornendo anche il gruppo “Borgata” riconducibile al clan siracusano Santa Panagia.
L’inchiesta coinvolge direttamente anche la Locride. Tra i destinatari delle nuove misure cautelari figurano infatti Giuseppe Curciarello, 58 anni, di Locri, e Antonio Scarfò, 61 anni, di Siderno, quest’ultimo attualmente irreperibile. Secondo l’ipotesi accusatoria, i due avrebbero dovuto partecipare al recupero in mare, al largo delle coste catanesi, di un ingente carico di cocaina, stimato in circa due tonnellate.
Sempre secondo gli inquirenti, una volta recuperata, la droga avrebbe dovuto essere trasportata in Calabria, dove il gruppo avrebbe percepito un compenso per l’operazione. Il piano, però, non sarebbe mai andato a buon fine perché il carico era stato già individuato e sequestrato dalla Guardia di Finanza di Catania.
Nel complesso l’indagine riguarda 28 persone, delle quali 21 raggiunte da misure cautelari in carcere. Contestualmente è stato disposto il sequestro preventivo di beni mobili e immobili, conti correnti, veicoli e attività economiche riconducibili ai principali indagati, per un valore complessivo di circa 700 mila euro.
L’esecuzione delle misure ha impegnato una trentina di militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catania, con il supporto delle unità Antiterrorismo Pronto Impiego, del I Gruppo di Catania e del Gruppo della Guardia di Finanza di Locri.
I destinatari del nuovo provvedimento cautelare sono: Mario Carmelo Cambria, detto “Melo”, 39 anni, di Catania; Giuseppe Castagna, detto “Caddiddu”, 50 anni, di Catania; Giuseppe Coniglione, 65 anni, di Catania; Giuseppe Curciarello, 58 anni, di Locri; Antonio Scarfò, detto “Paco”, 61 anni, di Siderno; e Alfredo Titola, 42 anni, di Catania.
Le accuse formulate nei confronti degli indagati sono attualmente al vaglio dell’autorità giudiziaria. Come previsto dall’ordinamento, la loro eventuale responsabilità penale potrà essere accertata soltanto all’esito del processo con sentenza definitiva.

