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mercoledì, Maggio 22, 2024
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HomeattualitàTragedia Cutro, testimone: “Guardia costiera sapeva, ma non era sul posto”

Tragedia Cutro, testimone: “Guardia costiera sapeva, ma non era sul posto”

Ivan Paone, uno dei pescatori presenti sulla spiaggia di Steccato di Cutro il 26 febbraio dello scorso anno nel momento del naufragio del barcone carico di migranti, ha risposto ad una domanda dell’avvocato di parte civile, Francesco Verri, nel corso dell’udienza davanti al Tribunale di Crotone del processo a carico di tre presunti scafisti il cui naufragio provocò la morte di 94 persone, tra cui 35 minori, ed una decina di dispersi.

“Quando ho chiamato la Guardia costiera per avvisarla della presenza di una barca in pericolo, mi hanno detto che sapevano già dell’imbarcazione naufragata, ma sul posto, in quel momento, non c’era ancora nessuno. Né loro e neppure i carabinieri”.

Paone, inoltre, ha testimoniato di aver telefonato alla Guardia costiera alle 4.34: “Ho riferito che c’era una barca in difficoltà a causa del mare mosso dalla quale provenivano grida. La Guardia costiera mi ha risposto che ne erano al corrente. Però sulla spiaggia, nel momento del naufragio, c’eravamo soltanto noi”.

Gli imputati, Sami Fuat, di 50 anni, turco, Khalid Arslan, di 25 e Ishaq Hassnan, di 22, entrambi pakistani, sono accusati di naufragio colposo, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e morte in conseguenza di altro reato.
Il processo è stato aggiornato al 10 aprile per sentire tre dei superstiti che si trovano ad Amburgo e che verranno ascoltati in videoconferenza.
 

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