Trasversale vera, trasversale immaginaria

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Verso gli anni ‘60 si sparse la voce che la Calabria sarebbe stata dotata di un’autostrada tirrenica; buona idea, ma a mezza costa per non scontentare nessuno, e ne derivò un percorso tortuoso. Per dare una mano anche allo Ionio, ecco la promessa di una 106 nuova. Il primo convegno in cui numerosi politicanti dell’epoca giurarono la Trasversale si svolse a Soverato nel 1968. Le cause di questa tartarughesca lentezza? Soldi, pensate voi: però di tanto in tanto trapela che qualche denaro c’è. Il solito calabresissimo “Poi vidimu”?

Dedico queste righe al mio amico F. A., il quale, credendo all’esistenza della Trasversale delle Serre, è finito in un bosco e anche alla signorina V. C. cui diedi assicurazioni che i miei viaggi da Soverato a Vibo sarebbero stati resi velocissimi dalla Trasversale. Questo toccante episodio d’amore datò sul terminare del 1971; l’imboscamento involontario, data 6 ottobre 2022. In mezzo secolo, poco di nuovo sotto il sole, anche se non dico niente del tutto. Un poco di storia.

Verso gli anni ‘60 si sparse la voce che la Calabria sarebbe stata dotata di un’autostrada tirrenica; buona idea, ma a mezza costa per non scontentare nessuno, e ne derivò un percorso tortuoso. Per dare una mano anche allo Ionio, ecco la promessa di una 106 nuova. Siccome anch’io voglio accontentare tutti, riferisco la stessa frase “è una priorità europea” da me sentita, in occasioni ufficiali, da un ministro di sinistra, Nesi, e da un ministro di centrodestra, Lunardi, ideologicamente antitetici, ma concordi nel fatto che la 106, dopo vent’anni, è quasi la stessa di vent’anni fa. Per collegare la sognata 106 con l’autostrada, erano però previste le trasversali: una da Sibari; una da Crotone; una da Catanzaro; una da Soverato; una da Gioiosa; e una non si sa, più a sud. Nel 2022, Sibari ha una breve e stretta bretella; gli ultimi chilometri da Celico a Cosenza aspettano; la strada dei Due Mari c’è; la Gioiosa-Gioia si ferma a due terzi; quella a sud non esiste nemmeno nei disegnini.

Mi soffermo sulla Trasversale, giacché sono il presidente onorario del Comitato, e saluto il primo presidente effettivo, Pungitore; e l’attuale, Schiavello. Ecco un breve riassunto.

Il primo convegno in cui numerosi politicanti dell’epoca giurarono la Trasversale si svolse a Soverato nel 1968. Nel 1984, si allargò, verso Vallelonga, un chilometro; nel 1994, governo di centrodestra, iniziarono alcuni approssimativi lavori sotto Chiaravalle; nel 1998, governo di centrosinistra, il sottosegretario Soriero pensò bene di dotare Argusto (abitanti manco trecento, auto tre) di uno svincolo supplementare, con piloni, in aggiunta a quello principale; verso il 2005, si tracciò qualche chilometro, e ci volle un atto di decisa pressione del Comitato per collegare, finalmente, Gagliato con le Serre. Aspettiamo il tratto Gagliato Mare.  Quanto al Tirreno, a tutt’oggi gli interventi hanno sortito quasi solo l’effetto… del bosco, di cui sopra. Ecco, tutto qui dal 1968 a oggi.

Le cause di questa tartarughesca lentezza? Soldi, pensate voi: però di tanto in tanto trapela che qualche denaro c’è. Ebbene, è facile osservare che se sono 1.000 € nel 2022, con l’inflazione già diventano 910 nel 2023, poi 820 nel 2024… poi zero, se non si sbrigano a spenderli. Il solito calabresissimo “Poi vidimu”?

Altra causa, vecchia quanto la storia del Meridione. Non appena si sussurra di un progetto X, arrivano subito le proteste per ogni motivo vero o inventato, inclusa la tutela di una tisica agricoltura spacciata per California, eccetera; e richieste di svincoli a manetta: e uno per la merceria della cugina Marianna, che è tanto brava… Alcune menti più raffinate (tutti filosofi, i Meridionali!) affacciano la tesi che è vero, il progetto X è buono… però, a pensarci bene, quello Y è migliore; e se Y, non vi dico quello W… E via con i diluvi di chiacchiere.

Concludo con riflessioni che dovrebbero essere valide per ogni luogo umano:

  1. Non si passa dai luoghi: nei luoghi si va e ci dev’essere un motivo per andarci, sia commerciale, culturale, religioso, turistico, militare eccetera.
  2. Le strade non servono per un parcheggio davanti la merceria di Marianna, bensì producono benefici economici e sociali ad almeno 50 km a destra e a sinistra, e anche a Marianna, e senza nemmeno che lei se ne accorga.
  3. Le pastoie burocratiche possono essere tranquillamente superate, se c’è la volontà politica.
  4. Volontà politica che è, finora, quasi zero, e fu ed è notevole l’assenza di senatori e deputati e presidenti e consiglieri e famosi intellettuali del piagnisteo retribuito.
  5. Sulla Trasversale delle Serre ci vorrei transitare, da Ionio a Tirreno, però guidando la macchina, cioè prima che mi neghino la patente per troppo avanzata età.

Ulderico Nisticò