Ue Espon, Sud Italia più vulnerabile ai cambiamenti climatici

28

Ue Espon, specializzato in analisi regionali, ha diramato i dati secondo cui la parte meridionale della penisola, è più espostai ai cambiamenti climatici. Insieme al Sud Italia, ci sono anche Spagna e Portogallo a ovest e Bulgaria, Romania e Polonia a est.“Climate” è il nome del programma studi Ue Espon, specializzato in analisi regionali, con cui ha dimostra che il sud è più esposto ai cambiamenti climatici che contribuiscono in modo significativo alle emissioni di gas serra. Lo studio si basa su un’analisi dell’esposizione e della sensibilità di ogni regione,  ovvero diversi criteri come caratteristiche fisiche, ambientali, sociali, culturali ed economiche di un territorio. Ogni elemento contribuisce a determinare l’impatto dei cambiamenti climatici, che può essere contrastato tramite la capacità di adattamento sviluppata da un determinato territorio, come la creazione di una diga.

Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein sono considerate aree “a bassa o marginale vulnerabilità”, a causa della loro capacità di adattamento relativamente elevata. Regioni sviluppate come il Nord Italia, Francia, Austria, Belgio, Regno Unito e Paesi Bassi hanno invece una “vulnerabilità almeno media”. Infatti, le analisi, dimostrano come nelle grandi metropoli, la vulnerabilità è bassa, merito della grande quantità di persone e quindi di infrastrutture migliorate. Fanno eccezione le città situate lungo le coste, sulle Alpi e nell’Europa sud-orientale. Più variegato il discorso per le aree rurali, con quelle dell’Europa centrale e settentrionale che presentano prospettive di variazioni basse, marginali e in qualche caso positive a causa di condizioni climatiche solo leggermente peggiorate o addirittura più favorevoli. Più colpite, al contrario, le aree rurali nell’Europa meridionale, a causa del clima più caldo e secco.

Tra i territori più vulnerabili, i ricercatori annoverano anche le regioni montuose, in particolare in Grecia e Spagna, le regioni alpine e le località costiere, specialmente quelle che si affacciano sul Mar Mediterraneo e sul Mare del Nord. Le aree scarsamente popolate del Nord Europa, infine, soffriranno principalmente a causa di maggiori precipitazioni e di problemi correlati come le esondazioni dei fiumi.