UIL sulla disorganizzazione della somministrazione dei vaccini

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In una fase in cui, con la crescita esponenziale dei contagi legata all’incidenza delle varianti del Covid-19, ci sarebbe bisogno di certezze e della massima velocità nella campagna di vaccinazione,
la Calabria si trova precipitata in un caos senza fine

In una fase in cui, con la crescita esponenziale dei contagi legata all’incidenza delle varianti del Covid-19, ci sarebbe bisogno di certezze e della massima velocità nella campagna di vaccinazione,
la Calabria si trova precipitata in un caos senza fine. I dati ci dicono che la regione è penultima in tutta Italia per dosi di siero somministrate si ritrova a dover fare fronte ad una nuova impennata dei contagi. A ciò si aggiunga che ad oggi manca ancora una piano vaccinazioni, non si sa ancora quali saranno le dinamiche dell’attesa vaccinazione di massa, manca una governance sul Covid-19, non si ha contezza di dati precisi su quello che si sta facendo ma, soprattutto, si registra una scarsa trasparenza nelle scelte decisionali per frenare la crescita della pandemia.
Le scene registrate davanti al centro vaccinale istituito presso Palazzo Campanella, con centinaia di over ottanta costretti a fare la fila per ore in una situazione di assembramento rischiosa ed inconcepibile, non sono accettabili. Se, poi, a questo si aggiunge il rischio – come evidenziato dal Segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri – che in alcune aree della regione i vaccini possano essere distribuiti sulla base di conoscenze amicali, allora crediamo sia giusto che gli uffici di Procura competenti accendano i riflettori su quanto denunciato e mettano sotto la loro lente d’ingrandimento eventuali inosservanze delle leggi e delle normative anti Covid-19, al fine di perseguire coloro che possono aver deviato dal rispetto delle stesse.

Santo Biondo

Segretario generale
Uil Calabria