HomeattualitàUn voto lungo cinquant’anni: la mia scelta di Sinistra per la Calabria

Un voto lungo cinquant’anni: la mia scelta di Sinistra per la Calabria

Dal primo consiglio regionale del 1970 alle elezioni di oggi, tra delusioni, speranze tradite e la necessità di riallacciare il filo rosso della democrazia. Voto ancora a Sinistra, per la Calabria, per la Costituzione, per chi non si arrende.

Nel 1970 sono stato un giovane candidato al primo consiglio regionale della Calabria. Candidato “cirineo”, ciò senza speranza, dal momento che sapevamo che il PSIUP in provincia di Reggio non avrebbe preso il seggio.
Era altro il clima ed altre le speranze.
Immaginavamo, almeno noi di Sinistra (ma ancora di più i cattolici), che grazie alle Regioni il potere decisionale sarebbe stato più vicino alla gente e che ci sarebbe stata una democrazia matura e diffusa anche in Calabria. Così non è stato. Dopo un primo momento drammatico ma entusiasmante, in cui siamo stati chiamati a difendere la Regione dagli attacchi di stampo eversivo e fascista, le porte del Palazzo si sono chiuse e i calabresi sono rimasti fuori. Dentro si sono barricati quelle forze sociali che hanno da sempre deciso il nostro destino, a cui presto si aggiunsero i nuovi feudatari, espressione di un potere politico spesso trasversale. Tanto più la qualità del consiglio regionale s’è andata abbassando (e “Dio” solo sa di quanto), tanto più il potere vero è concentrato in poche mani, in gran parte esterne agli eletti ma non al presidente Occhiuto, che è espressione del potere romano in Calabria.

In pratica la Regione di oggi gira e macina per conto proprio, lasciando ai singoli consiglieri l’illusione di contare e la facoltà di decidere l’istituzione dell’assessore supplente.
Sulle cose importanti saranno “Altri” a decidere! Tra pochi giorni saremo chiamati al voto perché il presidente Occhiuto si è dimesso in seguito ad una indagine della procura di Catanzaro. Non ho capito bene (né Lui l’ha spiegato) se si è trattato di un tardivo atto di protesta perché in Calabria è stato distrutto lo stato di diritto, oppure di un gesto di sfida in nome della sacralità del suo potere. Fatto sta che il suo gesto non migliorerà la qualità del servizio sanitario regionale, che a noi calabresi ci fa vivere due anni in meno rispetto alla media nazionale.

Ora però bisogna votare.
In questi anni i partiti di sinistra hanno disertato i luoghi della sofferenza e del sacrificio e si sono sottratti alla fatica di costruire una alternativa sociale, culturale e di governo alla Destra.
Temo perciò che la maggioranza degli elettori non voterà… ed è ciò che la destra vuole, dal momento che “è sempre in grado di raggiungere i propri elettori per altre vie”. Comunque quella che si va concludendo non è stata (e né avrebbe potuto esserlo) una bella campagna elettorale.
Pallido il confronto, a cui la gente è rimasta sostanzialmente indifferente. Per fortuna ci sono delle bellissime candidature e di spessore, con una storia alle spalle. In caso di elezioni, la loro presenza in consiglio regionale sarebbe di per sé un salto di qualità. E poi ci sono candidati con alle spalle ottime esperienze amministrative e politiche.

A loro affido il mio modestissimo voto che diventa un messaggio.
Non è una scelta tra il “bene” e il “male”.
Non è neanche una scelta di persone, ma di linea politica.
Ed io, con tutte le contraddizioni e le riserve che ho spesso manifestato in questi anni, sceglierò – o meglio, continuerò a scegliere – la “Sinistra”. Anche perché nei momenti più bui si ha il dovere dell’ottimismo. Aldilà di chi vincerà le elezioni, voglio credere che coloro che entreranno in consiglio regionale, anche grazie al voto di tante persone come me, sapranno raccogliere quel messaggio che nel 1970 ci ha consentito di resistere alla destra eversiva, ma che poi noi stessi abbiamo lasciato cadere senza portarlo a destinazione. C’è un filo rosso che collega i piccoli ma importanti problemi quotidiani ai grandi temi di carattere nazionale e internazionale.
Ed io a quel filo riallaccio la mia scelta.

Voto quindi per una sanità pubblica e uguale per tutti, ma anche per i bambini di Gaza.
Voto per il recupero del patrimonio edilizio nei centri storici e per un consumo di suolo vicino allo zero in tutta la Calabria. Voto perché il consiglio regionale si riconnetta al popolo calabrese e sappia mettersi alla testa di un moderno movimento meridionalista e di massa per il riscatto della Calabria e contro l’autonomia differenziata. Voto contro le mafie e le conventicole di poteri più o meno occulti e per la difesa dello Stato di diritto e della Costituzione. Voto per la pace e per un mondo senza armi, dove i conflitti si risolvano nelle organizzazioni internazionali. Voto per colline verdi e mari azzurri. Voto contro l’infamante campagna contro i calabresi. Voto per bloccare la fuga dei nostri ragazzi e per salvare la Calabria dal disastro.

Voto a Sinistra per rispettare una scelta di quasi 70 anni fa.
Ovviamente rispetto chi non vota come me.

 

 

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