Una “Calabria Bellissima” tra borghi, genti e cinema

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Un nuovo “fil rouge” di narrazione della Calabria, di una Calabria Positiva e “Bellissima”, scelta dai registi più importanti per i loro film.

 La Calabria scatena sempre un grande “sentiment” agli occhi di chi la visita. Dallo scrittore russo Nikolai Vasilievich Gogol fino al regista tedesco Wim Wenders, tutti, si sono persi nella contemplazione dei suoi paesaggi straordinari, anzi della sua anima; Unica, a volte selvaggia, ma sempre affascinante con i suoi tanti e millenari contrasti. La Calabria, del resto, è essa stessa una narrazione straordinaria: d’arte, natura, genti, borghi e tradizioni: la Calabria è uno stato d’animo.

I suoi paesaggi, borghi e luoghi millenari, da secoli, sono una fonte di racconto; delle vere e proprie “location” naturali anche in termini cinematografici; lì pronte ad assumere il ruolo di “scenografie” esclusive. Del resto, negli ultimi anni, la settima arte, ha trovato nella regione un nuovo e forte interesse verso l’industria cinematografica, con produzioni filmografiche di notevole successo e con l’ottenimento di prestigiosi riconoscimenti, quali il David di Donatello, i Globi d’Oro e i Nastri d’Argento, tale da configurarsi come un reale e valido strumento di promozione territoriale e marketing turistico.

I Borghi della Calabria, o piccoli Paesi, sono di un fascino struggente; li trovi ubicati ovunque: immersi nel verde dei suoi boschi, tra rovine e misteri; sulle coste, con torri e tonnare; nelle piane, punteggiate da cedri, ulivi, agrumi e bergamotti; o nell’interno, fra castelli, palazzi, dimore storiche, chiese, abbazie, trappeti e fiumare, laddove, prepotentemente e all’unisono urlano la loro presenza. Gli esempi che seguono bene interpretano ciò che Charles Baudelaire pensava del concetto di paesaggio, laddove, ci piace anche immaginare che, forse, pensava proprio al paesaggio calabrese, quando scriveva “Davanti al paesaggio, gli occhi dell’anima colgono, ciò che gli occhi non possono invece cogliere”.

Già dai ruggenti Anni Trenta, sullo sfondo di un paesaggio verde smeraldo, incastonato nel misticismo sacro della Certosa, il Borgo di Serra San Bruno (Vibo Valentia) e i Borghi della Sila, diventano i protagonisti assoluti della macchina da presa. Ma, l’aspra bellezza calabrese, i suoi laghi e i suoi boschi, spesso, sono stati anche location per importanti film dell’epoca quali, il “Il lupo della Sila” e “Il patto col diavolo” che, in maniera indelebile, hanno immortalato i monumentali alberi della montagna calabrese, dalla Sila all’Aspromonte. Nell’Area Grecanica, poi tra i Borghi di Pentidattilo, Chorio e Condofuri, nel film “Terra senza tempo”, fra i paesaggi d’ulivo, possono essere ammirate persino le eleganti movenze delle “raccoglitrici di gelsomino”, mentre il Borgo di San Luca (Reggio Calabria), che oggi è uno dei pochi borghi italiani certificati quale “Paesaggio d’Autore”, diventa la “scenografia” per il Film la “Terra d’Alvaro”.                                                                                                                                                                                  Anche celebri Registi, come Monicelli e Pasolini, scelsero la Calabria per alcuni loro famosi film. “L’armata Brancaleone” e “Il Vangelo secondo Matteo”, ad esempio, sono stati girati a Le Castella (Isola Capo Rizzuto) e a Cutro (Crotone). Laddove, la solennità di quest’ultima, lo stesso Pasolini descrisse come un luogo «…dove le colline sembrano dune immaginate da Kafka e il tramonto le vela di un rosa sangue». Altre e più recenti produzioni audiovisive, come il film “Arbëria”, girato fra i Borghi del territorio arbëresche di Oriolo, Mormanno, Spezzano Albanese, San Giorgio Albanese e San Demetrio Corone (Cosenza), il “Il povero Cristo”, di Vinicio Capossela, nel famoso borgo di Riace (Reggio Calabria), il terzo capitolo di “Diabolik” dei Manett Bros,, tra Palmi e l’Isola di Dino e, ancora “Madame Luna” di Daniel Espinosa, girata a Lamezia Terme, fino alla recentissima Puntata della Serie TV della CNN, “Searching for Italy” con Stanley Tucci, attraverso Scilla, Pentidattilo e Tropea, nell’immortalare dei luoghi straordinari della Calabria, hanno anche certificato il suo ruolo di  “palcoscenico cinematografico” internazionale.

Insomma, un nuovo “fil rouge” di narrazione della Calabria, di una Calabria Positiva e “Bellissima”.

Grazia Gioè