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Una Medaglia per la Memoria: onore a Giuseppe Palermo, giovane soldato sidernese caduto in Russia

Domani, 19 settembre, verrà conferita una medaglia d’onore alla memoria di Giuseppe Palermo, concittadino nato a Siderno il 4 giugno 1922 e deceduto in Russia il 15 marzo 1945, a soli 22 anni. La cerimonia si terrà presso la Prefettura di Monza, ed il riconoscimento sarà ritirato dal pronipote Giovanni Palermo, anch’egli originario di Siderno ma residente in Lombardia.

Un riconoscimento che arriva al termine di un lungo lavoro di ricerca condotto dallo stesso Giovanni Palermo e da Antonio Futia, autore di questa testimonianza. Grazie ai documenti raccolti, è stato possibile ricostruire, almeno in parte,  la breve e tragica vicenda umana e militare di Giuseppe Palermo.

Giuseppe era pescatore, come indicato in un documento di ricognizione datato 8 luglio 1940, a poche settimane dall’ingresso dell’Italia nella Seconda guerra mondiale. Venne chiamato alle armi nel 1942 e inquadrato come allievo fuochista nella Regia Marina, imbarcato sul rimorchiatore Porto Buso, di stanza a Lero, isola del Dodecaneso greco.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, i soldati italiani dislocati nei territori occupati si trovarono spesso senza direttive. A Lero, le truppe italiane rifiutarono di consegnare le armi ai tedeschi e resistettero eroicamente fino alla capitolazione del 16 novembre 1943. Mentre pochi riuscirono a fuggire, la maggior parte fu catturata.

Come molti altri prigionieri, anche Giuseppe Palermo fu classificato non come prigioniero di guerra, ma come Internato Militare Italiano (IMI), uno status giuridico creato ad arte per negare le tutele della Convenzione di Ginevra. Successivamente, fu impiegato come lavoratore coatto, privo di protezione e costretto a sopportare fame, freddo e condizioni disumane.

Il Porto Buso, l’imbarcazione sulla quale prestava servizio, risulta affondato tra novembre 1943 e febbraio 1944. Dopo la cattura, il suo calvario lo avrebbe condotto, secondo diverse fonti, prima a Bor, in Serbia, dove molti italiani furono costretti a lavorare nelle miniere, e poi, dopo l’arrivo delle truppe sovietiche, trasferito in un campo a Taganrog, nella regione russa di Rostov sul Don.

È lì che Giuseppe Palermo morì il 15 marzo 1945 per una polmonite bilaterale, secondo quanto riportato da Onorcaduti, che lo registra sepolto a Rostov, senza alcun elemento identificativo sulla tomba. Un giovane italiano, uno dei tanti, scomparso lontano da casa, vittima silenziosa di una guerra che gli ha tolto tutto.

“Oggi ricordiamo Giuseppe, ma con lui anche tutti quei ragazzi che, come lui, non sono più tornati – racconta Antonio Futia –. Questa medaglia è un simbolo, un gesto di memoria e gratitudine, per non dimenticare il sacrificio di chi ha pagato con la vita il prezzo più alto.”

Una storia dolorosa ma necessaria da raccontare, perché la memoria di Giuseppe Palermo non sia solo una pagina d’archivio, ma parte viva della nostra coscienza collettiva.

 

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