Unical: prima per servizi agli studenti. L’opinione degli studenti

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Il nuovo rapporto Censis, dedicato agli atenei, conferma l’Università della Calabria tra i migliori del paese. Con il punteggio massimo, è al primo posto invece per i servizi agli studenti. Cosa ne pensano gli studenti di questi dati?

L’Unical vede migliorare il proprio punteggio complessivo che passa dall’89,5 del 2020 a 90,2, restando stabile al quarto posto tra le università italiane.
È invece al primo posto tra tutti gli atenei statali per i servizi per gli studenti: l’indicatore, che fa riferimento ai pasti garantiti, alle residenze e ai contributi alloggi, fa guadagnare all’ateneo calabrese anche quest’anno il punteggio massimo di 110. I dati migliorati comprendo anche le borse di studio (si passa da 97 a 98, terzo miglior punteggio assoluto della classifica) e strutture, indicatore che fa riferimento ai posti in aula, biblioteca, laboratori (si sale da 80 a 81). La crescita più significativa si registra per il parametro occupabilità, che rappresenta un indicatore ostico per l’ateneo, visto il contesto territoriale e la modalità di rilevazione (si prende in considerazione il tasso di occupazione dei laureati magistrali a un solo anno dal conseguimento del titolo). L’Unical quest’anno cresce di ben 4 punti, passando dal 76 del 2020 a 80.

Cosa ne pensano gli studenti?

Le opinioni degli studenti, in merito ai dati rilasciati dal Censis, sono importanti, per questo un iscritto all’Università della Calabria ha deciso di esporci il suo pensiero.

Lo studente chiarisce sin da subito che non è d’accordo con il rapporto rilasciato dal Censis. Secondo la sua esperienza, non molto positiva in termini di servizi,  l’Unical risulterebbe uno degli atenei con più problemi in questo senso. Lamenta uno scarso servizio di segreteria, che a volte, invece di aiutare, peggiora la situazione mettendo così gli studenti in una situazione scomoda.

Tra le difficoltà e i disservizi vissuti in prima persona da questo anonimo universitario ci sono stati: aule strapiene e inadeguate al numero di iscritti alla lezione e scarsa igiene dei servizi. Inoltre durante il periodo di pandemia mense e alloggi non sono stati utilizzati dagli studenti, ma chi ha ricevuto le borse di studio ha comunque avuto una detrazione sull’importo ricevuto per questi servizi anche se inaccessibili.

Lo studente, nonostante questo, ha riconosciuto all’università dei meriti per quanto riguarda la didattica e la preparazione dei docenti e le tecnologie a disposizione nelle facoltà.