Voce ai candidati a sindaco: Giovanni Mangiameli

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Si voterà il 12 giugno in otto comuni della Locride: Antonimina, Bovalino, Caraffa del Bianco, Caulonia Ciminà, Grotteria, Placanica e Staiti. La nostra redazione in rispetto della legge sulla par-condicio ha formulato le stesse domande a tutti i candidati. Oggi pubblichiamo  l’intervista al candidato a sindaco di Ciminà, Giovanni Mangiameli.

Facciamo insieme una breve descrizione della propria carriera politica? Quali sono stati i momenti più difficili e impegnativi?

Possiamo dire che in casa si è sempre respirata aria di politica. Mio padre prima di me e mio nonno prima di lui sono stati primi cittadini di Ciminà. Penso che tutti i ciminesi ricordino con affetto e stima il lavoro svolto da chi mi ha preceduto e l’impegno profuso per risollevare il paese, che usciva da un’epoca di conflitti e dissesto. Nel quinquennio 2012-2017 sono stato impegnato all’opposizione e ora sento sia arrivato il momento di espormi in prima persona per proporre una ventata di novità̀ per il paese che tanto amo. I momenti difficili, di scoraggiamento, nei quali non ci siamo sentiti adeguati non sono di certo mancati, ma chi vive di politica impara ben presto a farci il callo. Siamo esseri umani e, per definizione, non siamo perfetti ma perfezionabili: sta a noi la maturità̀ di ammettere gli errori e impegnarci a migliorare ogni giorno.

Quando hai deciso di candidarti e perché?

L’idea di candidarmi non è un qualcosa che è nato improvvisamente, ma è stata una decisione pensata, meditata, ponderata. Sono convinto che noi come gruppo possiamo offrire al paese la ventata di novità̀ di cui ha bisogno. Siamo giovani entusiasti e pronti a dare il nostro contributo affinché́ Ciminà possa continuare ad essere un fiore all’occhiello del nostro territorio.

Quali sono le cose che non funzionano?

Come tutti i paesi dell’entroterra aspromontano, molte delle problematiche di Ciminà sono legate alla condizione geofisica e alla rete viaria, nonché́ al trend di spopolamento ormai in atto da tempo. Inoltre, sarebbe opportuno sensibilizzare la coscienza comune sulla salvaguardia dell’ambiente e su cosa, ognuno, può̀ fare per contribuire al benessere del pianeta, in primis attraverso una raccolta differenziata efficiente. Infine, la pandemia ha messo in risalto una carenza di occasioni di aggregazione e socialità, che sarebbero sicuramente propizie per risvegliare il senso di identità e appartenenza al territorio.

Quali sono le cose che funzionano?

Questa domanda è strettamente collegata alla precedente, perché ogni punto migliorabile rappresenta anche una potenzialità non completamente espressa. Ciminà, dunque, ha tutte le carte in regola per vivere di turismo naturalistico grazie alla sua posizione strategica, facendo della sua biodiversità un punto di forza e un’attrazione non solo per i turisti ma anche per professionisti specializzati del settore.

Quali sono le idee per avviare un percorso di sviluppo economico?

Di certo la piena realizzazione di tutte le potenzialità del paese è il motore trainante per il suo sviluppo economico, che non può prescindere dallo sviluppo sociale della comunità e dalla cura dell’ambiente in cui si vive.

Leggi il nostro giornale? Lo trovi interessante?

Sì, infatti, è stato spesso usato come cassa di risonanza per promuovere i vari eventi organizzati quando ancora il mondo non aveva conosciuto la piaga del Covid.