Voce ai candidati: Francesco Emanuele Capogreco

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Il nostro settimanale, in vista delle Elezioni Regionali del 3 e 4 ottobre prossimi, ha deciso di rivolgere tre domande a tutti gli aspiranti consiglieri provenienti dalla Locride, al fine di permettere loro di esporre brevemente i propri programmi e garantire ai lettori e, potenziali elettori, di potervi conoscere meglio.

Perché ha deciso di aderire al progetto di Luigi De Magistris?

 Il mio percorso inizia con il gruppo il “Sud che Sogna” e prosegue con DemA Calabria fino attraverso cui ho potuto sostenere questo percorso, fin dagli albori, fin dalle prime riunioni online. Coltivo, quindi, da qualche anno l’idea di dare il mio contributo nella costruzione una proposta politica, credibile e vicina al popolo, proprio per merito di esperienze come quella di Luigi de Magistris, o di Michele Conia a Cinquefrondi. Su queste basi, come tante donne e tanti uomini mi sono impegnato per dare gambe, cuore e testa a questa idea, anche se non si percepisce c’è un grande lavoro organizzativo e burocratico che ha reso possibile tutto questo.

Quale ritiene che sia l’atto più urgente che dovrà adottare la prossima giunta regionale?

 Sono tanti gli aspetti da dover rivedere in Calabria, dalla sanità ai trasporti, dal lavoro all’ambiente, ma per prima cosa a mio avviso, va dato un messaggio chiaro sugli intenti e sulla metodologia. Dare piena attuazione al referendum sull’acqua pubblica, ritengo che possa esser questo segnale, perché l’acqua è vita e riguarda ogni aspetto della nostra esistenza, sia come dal lato dei cittadini che da quello amministrativo. Gestire l’acqua come un bene pubblico significa ridare ai calabresi il possesso di qualcosa che ci appartiene e che per troppo tempo è stata visto solo come fonte di ricchezza per pochi anziché come benessere condiviso.

Quale pensa possa essere un’idea di sviluppo vincente per la nostra Regione?

La nostra regione possiede le energie, le teste e le risorse, per generare sviluppo e benessere, ma dobbiamo attivarle. Per farlo occorre usare la politica per modellare normativamente una visione d’insieme che metta al centro gli esseri viventi e le loro istanze. Le risorse naturali, culturali e sociali che sono il nostro vanto, sono anche una fonte di lavoro e ricchezza, che attraverso la preservazione e la valorizzazione possono creare economia e sviluppo sostenibile.