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sabato, Luglio 20, 2024
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Zaleuco in visita alla Villa Romana di Casignana

Una giornata all’insegna della cultura e dell’archeologia, quella vissuta dai ragazzi delle seconde classi del Liceo Scientifico Zaleuco di Locri, guidato dalla Dirigente Carmela Rita Serafino. Accompagnati dai docenti: Renato Lizzi, Felicia Aiossa, Teresa Condò, Francesco Spagnolo, Massimo Lafronte, Maria Romeo, i ragazzi hanno potuto assaporare le meraviglie della “Villa romana” di Casignana. Scoperta nel 1963, in occasione dei lavori per la costruzione di un acquedotto, presso la strada statale 106 Ionica, è stata, sistematicamente indagata dalla Sovrintendenza per i Beni Culturali della Calabria negli anni Ottanta. Dal 1998 la scoperta è stata gestita dal Comune di Casignana, che ha acquisito i terreni limitrofi con il contributo della Comunità Montana dell’Aspromonte orientale, permettendo di ampliare l’area d’indagine. La Villa sorgeva, probabilmente, sull’antica strada di collegamento tra Locri Epizefiri e Rhegion (Reggio Calabria). Il sito rappresenta un’importante testimonianza della ricchezza stilistica, architettonica e della raffinatezza artistica degli edifici nobiliari di epoca ellenistica. I piani pavimentati mosaicati, che rimandano a collegamenti con aree dell’Africa orientale, quali l’odierna Tunisia e la Tripolitania, rappresentano un unicum sul territorio calabrese. La Villa di Casignana è stata costruita, presumibilmente, nel I secolo d. C, in una zona già frequentata in età greca, ed ha raggiunto il suo massimo splendore nel IV secolo d.C. Vista la ricchezza dei materiali, si ritiene che la Villa possa essere appartenuta ad una famiglia patrizia molto importante, probabilmente legata all’attività vinicola. Questa ipotesi si basa, anche, su molti frammenti di anfore romane ritrovate e alcune raffigurazioni presenti nei mosaici. In quest’area, ancora oggi, viene prodotto uno tra i più antichi vini del nostro paese: il Greco di Bianco. Il complesso termale della Villa rispecchia la classica architettura romana dove è presente un ambiente riscaldato (il calidarium) e un ambiente con temperatura più moderata (il tepidarium), che serviva a preparare il fisico all’ambiente più freddo (il frigidario). Tutti gli ambienti sono decorati con mosaici: quelli più antichi utilizzano tessere bianche e verdi, mentre quelli più recenti sono policromi e impiegano tessere più piccole. La ricchezza della Villa è data, anche, da un ambiente rettangolare e dall’utilizzo di intarsi marmorei. Anche le pareti sono rivestite con marmo proveniente dalle lontane regioni dell’Impero romano: Asia e Africa. Un’altra straordinaria esperienza, fornita ai ragazzi dal Liceo Zaleuco, che continua a promuovere occasioni formative a tutto tondo, atte ad uno sviluppo cognitivo su diverse aree del sapere, per una preparazione completa ed edificante. “Se il lavoro del poeta è scuotere il cielo, aspettando che qualche frammento cada, il lavoro dell’archeologo è scuotere la terra, senza imbarazzo del cosmo, aspettando che qualche frammento di cielo appaia” (Flaminia Cruciani)

 

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