41 anni di lotte: Rumori Mediterranei 1981-2021

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Nel 1981, la prima edizione del Festival Internazionale del Jazz di Roccella Jonica, malgrado il successo, fu salutata da alcuni come uno spreco e come un evento che aveva poco a che fare con la storia e le tradizioni locali. Chi volle la manifestazione, invece, mirava proprio a ribaltare la situazione di ritardo culturale in cui versava la nostra regione. La nascita del Festival, infatti, fu il risultato di una decisione politico-culturale presa da Sisinio Zito, allora Senatore della Repubblica, Sottosegretario di Stato e Presidente dell’Associazione Culturale Jonica e da suo fratello Antonio, allora Sindaco di Roccella Jonica.

Se 41 anni fa, a un esperto di event marketing, avessero chiesto che probabilità di successo avrebbe avuto un festival del jazz organizzato in un paesino di 6000 abitanti, avrebbe risposto che sarebbero state poche, quasi nulle, perché il contesto economico-sociale e culturale in cui avrebbe dovuto essere collocato non era dei migliori, tanto per essere generosi.  Non c’era neppure un luogo deputato per accoglierlo. Gli unici teatri esistenti in Calabria allora erano il Cilea di Reggio Calabria e il Rendano di Cosenza. Comunque, l’esperto di event marketing non sarebbe stato il solo a essere pessimista. Infatti, nel 1981, la prima edizione del Festival Internazionale del Jazz di Roccella Jonica, malgrado il successo, fu salutata da alcuni come uno spreco e come un evento che aveva poco a che fare con la storia e le tradizioni locali.

Chi volle la manifestazione, invece, mirava proprio a ribaltare la situazione di ritardo culturale in cui versava la nostra regione. La nascita del Festival, infatti, fu il risultato di una decisione politico-culturale presa da Sisinio Zito, allora Senatore della Repubblica, Sottosegretario di Stato e Presidente dell’Associazione Culturale Jonica e da suo fratello Antonio, allora Sindaco di Roccella Jonica. Ebbero il sostegno di molti appassionati di jazz, dei soci dell’A.C.J. e di un folto gruppo di simpatici frikkettoni (tutti miei amici) che amavano la musica improvvisata. La prima edizione fu replicata anche a Reggio Calabria.

Malgrado le riserve locali, il Festival diventò subito un evento internazionale e si guadagnò l’attenzione dei media, a qualsiasi livello e di ogni genere, del nostro paese. Mezze pagine del Corriere del Sera e di altri quotidiani dedicate al Festival alla lunga imposero l’importanza dell’evento anche alla Regione Calabria che per molti anni ignorò la manifestazione a livello istituzionale.

L’evento, all’inizio, fu ospitato dal cortile delle scuole elementari, poi, grazie al festival, arrivarono il Teatro al Castello e l’Auditorium Comunale. Anche la realizzazione di queste due strutture fu oggetto di contestazioni locali. Un tecnico, con l’appoggio di alcune forze politiche, sostenne addirittura, con insistenza, l’inutilità del teatro, con lettere alla stampa. L’avesse avuta vinta lui chissà dove sarebbe andato a finire il Roccella Summer Festival, uno degli eventi di grande richiamo della corrente estate calabrese.

Ebbene, quella di Rumori Mediterranei è veramente una storia di grande lotta e resistenza, come ha sottolineato il giornalista Lello Malito, nell’articolo in queste pagine. Grande successo a livello nazionale e internazionale, ma scarsa attenzione da parte di chi dovrebbe sostenerlo con convinzione e fermezza a livello locale. È la stessa disattenzione che portò allo scioglimento dell’Associazione Culturale Jonica nel 2016, dopo la scomparsa del suo fondatore e presidente Sisinio Zito.

L’ultima edizione è stata possibile grazie alla Città Metropolitana e all’impegno politico-organizzativo di Vittorio Zito, Sindaco di Roccella Jonica, che non protegge il festival come si fa con un “Gioiello” di famiglia, ma con la consapevolezza che si tratta di un patrimonio locale e nazionale che va difeso a ogni costo. La stessa cosa l’hanno pensata il sottoscritto, Vincenzo Bombardieri, Elio Carrozza, Carmen Bagalà, Dario Tornese, Stefania Parrone, Alfredo Fragomeli, la compianta Giusy  Bruzzese  e il gruppo di giovani volontari che si sono impegnati per la riuscita della manifestazione.

Da Roccella sono passati i giganti della storia del jazz degli ultimi quarant’anni. Solo Ornette Coleman e George Russell, autore de “La Folia-The Roccella variations”, sarebbero sufficienti a fare capire quanto sia grande la sua dimensione storica, perché elencarli tutti sarebbe veramente difficile. Altrimenti complesso elencare le produzioni originali, le iniziative didattico-formative, i seminari, le master class, le mostre, i convegni, i libri e i dischi prodotti nell’ambito del Festival. Saranno presto oggetto di un qualche evento. Infatti, quando si organizza il Festival “Pesano” sempre il passato e la necessità di tenere alto il suo prestigio. Fortunatamente, anche quest’anno, malgrado le poche risorse finanziarie, il Festival è finito sulle pagine di Down Beat, Il Sole24ore, Il Manifesto, altri quotidiani, sui social e molti portali web, malgrado la poca pubblicità fatta (e all’ultimo momento). Il programma, caratterizzato dalla presenza di molti giovani talenti e di alcune star internazionali, ha mantenuto il livello qualitativo del passato con grande meraviglia di molti osservatori che si aspettavano un’edizione di basso profilo. Molti i sostenitori arrivati da tutta Italia, sapevano che non sarebbero rimasti delusi.

Vincenzo Staiano

*Direttore artistico di “Rumori Mediterranei”