77 anni fa nasceva Mino Reitano

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Foto: notizia musica

Il 7 dicembre 1944, 77 anni fa, nasceva in un paesino della Calabria, S.Pietro di Fiumara, in provincia di Reggio Calabria, Beniamino Reitano, in futuro chiamato Mino, il più piccolo di cinque figli di Rocco e Giuseppa Cotroneo.

Perde la mamma a soli 2 anni, crescendo con il padre, un ferroviere con la passione per la musica: suonava il clarinetto ed era il direttore della banda del paese. Trasmette al figlio la sua stessa passione, infatti, Mino, studia musica per otto anni in Conservatorio, imparando a suonare il pianoforte, il violino e la tromba. La sua carriera musicale inizia nei primi anni Sessanta, dividendosi tra l’Italia e la Germania. Tutto comincia con un incontro speciale, quello con i Beatles: con loro Mino, stringe amicizia ad Amburgo, ed insieme si esibiscono nel locale Star Club del quartiere a luci rosse. Lui con il gruppo Benjamin and His Brothers, cioè Mino con i fratelli Antonio, Gegè, Franco e Domenico, mentre i ragazzi di Liverpool non ancora famosi, si facevano chiamare Silver. «Ero un capellone e cantavo con i futuri Beatles senza nemmeno saperlo! Noi e i Silver eravamo gli ospiti fissi del locale, si stava sul palco dalle 10 di sera alle 5 di mattina suonando anche tre volte al giorno per un’ora ciascuno. Poi si andava tutti assieme a mangiare würstel e spaghetti. Era un rapporto di simpatia reciproca e pacche sulle spalle. Le ragazzine già impazzivano e si strappavano i capelli per i loro look», ha ricordato Mino Reitano in un’intervista al critico musicale del Corriere Mario Luzzatto Fegiz nel 2007.

Nel 1967 debutta al Festival di Sanremo con Non prego per me, un brano scritto da Mogol e Lucio Battisti, ma il successo arriva nel 1968 con: Avevo un cuore (che ti amava tanto) e Una chitarra, cento illusioni. L’anno dopo, ritorna a Sanremo in coppia con Claudio Villa, cantando Meglio una sera piangere da solo. In quello stesso anno scrisse per Ornella Vanoni Una ragione di più. Negli anni Settanta incide una serie di dischi di buon successo. Nel 1988 ritorna  sul palco del Festival di Sanremo con un altro brano che riscuoterà un grande successo, Italia. Una canzone patriottica che conquistò, immediatamente, il pubblicò. La sua ultima partecipazione al Festival della Canzone risale al 2002 con La mia canzone, senza però ottenere grande successo.

Nel 2007  gli viene diagnosticato un cancro all’intestino. Ecco le sue parole, in una delle sue ultime interviste su come stia affrontando la sofferenza:“ Mi affido a Gesù e alla Madonna. Gesù è l’immagine della bontà, il Figlio di Dio, di Colui che ha creato il Bene, il mondo, la natura. La Madonna è Sua Madre, mia Madre, la mamma della Chiesa, la discepola fedele che mai ha perduto la speranza. E sull’esempio di Maria, neanch’io perdo la speranza di farcela. Inoltre, Uno dei doni più belli che la vita mi ha dato è stato proprio quello della famiglia: una moglie splendida e due figlie che mi sono sempre vicine e non mi lasciano mai. Cos’altro avrei potuto pretendere di più?”.

Purtroppo, non riuscirà a vincere la battaglia contro la malattia, morendo il 27 gennaio 2009, all’età di 64 anni. Al suo funerale partecipa, tra gli altri, Adriano Celentano, che ha pronunciato queste parole:«Andavo a giocare da lui a calcio tutte le domeniche negli anni Settanta e anche oltre».

Nel corso della sua vita non ha mai dimenticato la sua terra, dimostrandole con le parole e con i fatti amore e completa dedizione e la Calabria non ha mai dimenticato il suo celebre compaesano. Infatti a Fiumara nascerà un museo dedicato alla sua memoria con foto, ricordi, poster, strumenti musicali e moltissime immagini della lunga carriera artistica del “ragazzo di Fiumara”. Mentre la città di Reggio Calabria, ieri, ha ricordato, l’artista con un primo incontro presso l’Ospedale Morelli per una donazione ai bimbi ricoverati in Pediatria Oncologica. Nel pomeriggio, invece,  presso la Chiesa dell’Immacolata a San Rocco di Fiumara, è stata celebrata la Santa Messa.

Non dimenticherò la sua bontà, semplicità, umiltà e il suo attaccamento alla vita, con la speranza di riuscire a sopravvivere alla malattia per continuare a rimanere accanto alla sua famiglia.