A colloquio con i ragazzi degli anni ‘80

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Continuano le nostre interviste ai ragazzi nati negli anni ’80. Questa settimana abbiamo intervistato Eliana Scarano, nata nel 1988, di Monasterace e Davide Monteleone, nato nel 1986, di Locri. Si tratta di ragazzi che hanno deciso di rimanere nella loro Terra per realizzare i loro progetti e per contribuire, con le loro iniziative, a migliorare questo territorio

Eliana

Descrivi il tuo lavoro

Sono estetista e titolare di 3 centri estetici siti a Monasterace, Riace e Roma. Il mio non è un lavoro, ma vita e passione.

Anni ’80-’90: musica, cartoni animati, serie tv. Quali ricordi riaffiorano nella tua mente?

Se ripenso a me da bambina mi rivedo davanti alla TV a guardare Sailor Moon, Pollon, ma anche Holly & BENJI, Lady Oscar, l’uomo Tigre E Ken il Guerriero.

Com’era la vita prima dei social e del telefono sempre in mano?

La vita prima dei social era sicuramente più genuina.  Ci si dava appuntamento con gli altri ragazzi della nostra età direttamente in strada, eravamo “I ragazzi del muretto”. Di giorno si giocava scalzi per strada, disegnavamo sull’asfalto con i gessi per fare “La campana”, soprattutto non mancava mai un pallone. Il “Ti penso” era dato da uno squillo sul telefono. E finita l’estate, con le amiche lontane, ci scrivevamo lettere, che aspettavamo con ansia via posta. C’era il bene vero e sincero. Nessuno voleva apparire o prevalere sull’altra.

Quali sono gli aspetti positivi e negativi confrontando la tua generazione con quella di adesso?

Era tutto più vero e, da adolescenti, avevamo le unghie mangiucchiate. Non ci si truccava poi così tanto. Giocare significava anche sporcarsi le mani. C’era la mamma che urlava da casa, perché la cena era pronta; la merenda era pane, olio e zucchero. La nuova generazione è nettamente più avanti. L’adolescenza, oggi, non è vissuta allo stesso modo.

Arriviamo ad oggi. Come ti piace trascorrere il tempo libero?

Purtroppo non ho molto tempo libero da dedicare a me stessa. Ma quando lo ricavo, basta un semplice caffè con le amiche o una cena.

Quali sono i tuoi locali preferiti e soprattutto la Locride ti soddisfa sotto questo aspetto?

Penso che la nostra zona sia ricca di locali per giovani di ogni genere e stile, ma ripeto, li frequento davvero poco, purtroppo.

Quali sono le tue aspirazioni per il futuro?

In futuro spero di far crescere la mia attività, insieme alle ragazze che lavorano con me. Ho una precisa idea di lavoro e una buona etica e spero di riuscire a realizzare i miei piccoli sogni e a trasmettere la passione, che ho dentro, ad altre persone.

Pensi che la Locride sia il posto giusto per realizzare i tuoi sogni?

Penso che sia giusto investire nel proprio territorio. La propria terra, le proprie origini non andrebbero mai abbandonate. Il nostro territorio offre tanto, ma è poco sfruttato. Dovremmo difendere ciò che è nostro e cercare di valorizzarlo.

Davide

Descrivi il tuo lavoro.

Sono un avvocato, ho esercitato a Roma occupandomi per 10 anni di diritto amministrativo in materia di appalti pubblici, con una grande passione verso il mondo dell’impresa. Sempre, 10 anni fa, ho rilevato e portato avanti il mio primo progetto: “Le Club”, di cui sono titolare insieme al mio socio Cristiano De Lucia. Amo il mio lavoro, anche se ho poco tempo fa dedicare a me stesso e a miei hobby. Magari avrò tempo più in là, anche se ne dubito.

Anni ’80 – ’90: musica, cartoni animati, serie tv. Quali ricordi riaffiorano nella tua mente?

Ho sempre visto poca tv, ma ho ascoltato tanta musica. Amo sia gli anni ‘80 che gli anni ’90. Noi di questa epoca siamo cresciuti con Corona, Eiffel 65, Gigi Dag e tanti altri. C’era molta spensieratezza all’epoca, cosa che mi manca più di ogni altra.

Com’era la vita prima dei social e del telefono sempre in mano?

Era una vita migliore, fatta di relazioni vere e non di immagini ritoccate. Era una vita più spontanea e più essenziale. Sono cresciuto senza telefono, ma purtroppo ora non posso farne a meno. È un mezzo tecnologico tanto necessario, quanto infernale.

Quali sono gli aspetti positivi e negativi confrontando la tua generazione con quella di adesso?

Sono due generazioni diametralmente opposte. La mia generazione è cresciuta in strada, con le ginocchia sbucciate e con relazioni sociali variegate. Oggi i ragazzi tramite internet apprendono più velocemente nozioni e atteggiamenti, ma questo non sempre è un bene. Si cresce in fretta e spesso male.

Arriviamo ad oggi. Come ti piace trascorrere il tuo tempo libero?

Il mio tempo libero? Ahahaha! Ne ho davvero poco, spero di averne sempre meno. Quel poco che ho lo trascorro in famiglia con la mia ragazza, ed i miei amici.

Quali sono i tuoi locali preferiti e soprattutto la Locride ti soddisfa sotto questo aspetto?

Il mio locale preferito è Le Club, ovviamente. Ma ci sono tanti altri posti molto affascinanti nella Locride, anche se credo che da questo punto di vista ci siano clamorosi margini di miglioramento. Spero di poter contribuire, con altri progetti, nell’evoluzione del settore.

Quali sono le tue aspirazioni per il futuro?

Dal futuro non mi aspetto nulla, se non la salute e la possibilità di sognare, sempre. Questo mi rende vivo e mi da gli stimoli per andare avanti.

Pensi che la Locride sia il posto giusto per realizzare i tuoi sogni?

Penso proprio di sì. Sono tornato da Roma, dopo tanto tempo, convinto che questo posto potesse darmi tante soddisfazioni. È una terra tanto ricca quanto arida, ed in questo momento storico credo fermamente che sia il momento di spingere e portare avanti più iniziative sociali e culturali possibili. Mi batterò con tutto me stesso per creare offerta per il turismo, che sembra muoversi verso questa direzione. Spero che i miei colleghi e coetanei la pensino come me e portino avanti altrettante iniziative utile a creare lavoro ed alternativa. La Calabria ed i calabresi sono unici. Meritiamo tanto ma l’impegno, la passione e la serietà sono le  componenti decisive per la realizzazione di ogni cosa.