Basta con questa farsa bisogna trovare l’unità a sinistra

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C’è una questione che in questo periodo mi tormenta, non riesco ad accettare la sicura vittoria della destra alle prossime elezioni regionali. Addirittura non dormo la notte, oppure faccio sogni strani. L’ultimo, questa notte. Mi trovo in una specie di agorà, che somigliava molto al teatro di Portigliola, ma quello di 20 secoli fa, in un attimo mi sono trovato nell’antica Grecia a parlare con gente che non c’è più, tra i tanti mio padre Virgilio e Pasquino Crupi. Ancora sento le loro voci, che mi rimproverano di non lottare abbastanza per questa nostra terra, lasciando la regione nelle mani della destra. Ma come vi siete ridotti? In Calabria il partito viene gestito da Graziano e da Marco Minniti. Il primo non è nemmeno calabrese e men che meno comunista, mentre il Marco quante volte lo abbiamo lasciato fuori dalla sezione.

Per fortuna mi sono svegliato senza più queste ansie, ma con le idee molto più chiare, per cui mi ritrovo a scrivere questa lettera appello per cercare di compiere un ultimo tentativo per convincere la Bruni e il PD, De Magistris e soprattutto Mimmo Lucano a compiere un passo indietro, come ha suggerito Mario Oliverio pochi giorni indietro. Non perché le proposte non siano valide, ma è chiaro che con queste divisioni, non si riuscirà a contrastare, anzi si favorirà la vittoria del centro-destra, guidato da Roberto Occhiuto.

È vero che da molti anni ho scelto di fare l’imprenditore e pubblicare un giornale locale come la “Riviera”, ma questo non è lontano dalla politica, anzi nelle battaglie di un giornale come il nostro c’è ancora quel sapore antico della politica fatta per aiutare la gente e sostenere le lotte degli ultimi. In questo ho spesso rivissuto le gesta dei grandi giornalisti con cui ho avuto la fortuna di collaborare, da Totò Delfino a Nicola Zitara, da Pasquino Crupi a Tano Santagata e tanti altre belle penne. Dalle lotte per non continuare ad essere colonia a quelle per il garantismo, dalle battaglie contro la legge che regola gli scioglimenti dei consigli comunali, a quella che disciplina le interdittive antimafia fatte a molte aziende del territorio, queste misure sono state a mio giudizio la distruzione di una provincia, questa reggina. Purtroppo in queste battaglie, la sinistra e soprattutto il PD si è trovato dalla parte sbagliata, sempre con l’élite e mai con il popolo, sempre pronti a ripetere le frasi slogan, oppure ad individuare figure utili solo a rappresentare una Calabria criminale. Questo è stato il grande sbaglio della sinistra, non cercare mai di capire cosa stesse succedendo in questa terra, ma prevenire il possibile contagio della realtà romana, che prende le decisioni ma non si mescola mai ai calabresi. Lo diceva in un bell’articolo Ciccio Riccio tempo fa, la Calabria a Botteghe Oscure era vista come un problema da affidare a qualcuno per superare il singolo evento elettorale, ma mai come questione meridionale da iniziare a capire per risolverla. Così ad Africo, la sinistra abbandonò i Palamara che furono mandati fuori e cadde l’unica resistenza contro la DC e le logiche criminali, come per Natale Bianchi a Gioiosa Jonica dopo l’omicidio di Rocco Gatto alla fine degli anni ‘70. Noi siamo colonia, perché come scrive Ilario Ammendolia viene usata la ‘ndrangheta come alibi per non far sviluppare il territorio, che rimane nelle mani di pochi signorotti che concedono ogni tanto qualcosa per creare nuove clientele elettorali. Ma guai a parlare di sviluppo o a cercare di realizzare le cose, basta leggere con attenzione la storia di Siderno e del suo sindaco Pietro Fuda, reo di aver reso le parole scritte nel programma elettorale fatti concreti in solo 3 anni, con più di 50 milioni di euro spesi. Non si può fare. Fermato. La sinistra spesso è stata la grande nemica di questa terra, basta rileggere il caso dell’uomo più di sinistra che ho conosciuto, il testone di Mimmo Lucano. Combattuto dalla Lega, ma condannato dalla sinistra che prima lo ha utilizzato e poi lo ha buttato come un ferro vecchio. Questa sinistra ora si ritrova in un PD che candida Amalia Bruni, che sembra uscita da un uovo di Pasqua, come una sorpresa anche per lei, che gira come una trottola la Calabria. La soluzione è solo una, fare tutti un passo indietro, cercare tutti di trovare la forza e le idee per battere la destra che in Calabria significa molto più di quello che appare. Così chiudo questa che vuole essere una lettera appello, da uomo di sinistra, anche se da molti anni in silenzio, sono stanco di far perdere la speranza ai cittadini della Calabria, vorrei una regione che splendesse per come merita e solo una forte sinistra unita può realizzare questo sogno. Per cui se in questi giorni nessuno farà un passo indietro, mi schiererò con l’unico che ha dimostrato di avere e portare avanti i dettami che furono di Gramsci e Berlinguer, sarò uno dei paladini che raccoglierà voti per Mario Oliverio presidente, nella speranza di vincere non le elezioni, ma la battaglia per ridare un sogno alla Calabria.

Fonte: Quotidiano del Sud