Bianco: troppe risse! Cosa si aspetta il morto?

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Riceviamo e Pubblichiamo un articolo dell’Osservatorio Civico Bianchese, in cui viene denunciata la difficile situazione del paese, a causa delle continue risse.

A Bianco prima di agire seriamente prima che chi di competenza faccia qualcosa forse si aspetta il morto. Potrà sembrare forte questa frase di apertura, ma purtroppo ciò che sta avvenendo sta avvenendo è proprio questo. Sembra che i continui comunicati stampa dell’osservatorio frutto dell’assordante richiesta di protezione da parte dei cittadini perbene di Bianco, siano inutili. La situazione non cambia, anzi sembra vada peggiorando di giorno in giorno. Ultima aggressione del Branco solo due sere fa. Tra i vari locali estivi presenti sul lungomare di Bianco vi è la “Churuata”, lido ristorante e open bar che è la meta notturna di quasi tutta la gioventù bianchese. Nata da un’idea imprenditoriale di tre giovanissimi e coraggiosissimi ragazzi ha da subito rappresentato per la gioventù bianchese un naturale sfogo dove passare piacevoli serate. Periodicamente, però, succede che questo locale sia anche meta di giovani provenienti per lo più dai paesi limitrofi, forse sotto l’effetto di alcool o di droga o forse perché caratterialmente violenti, i quali sembra non sappiano come trascorrere le serate se non scatenando e provocando risse tra i tranquilli avventori quasi tutti bianchesi. E così è stato anche la notte del 13 agosto subito dopo la tradizionale fiaccolata un giovane bianchese studente di medicina (A.M.) che si trovava alla Churuata per trascorrere una piacevole serata con gli amici è stato aggredito in modo violentissimo da un gruppo di ragazzi provenienti da un paese limitrofo che gli hanno provocato un taglio sul viso oltre a contusioni di vario tipo. Solo dopo sono arrivate le forze dell’ordine per le necessarie verifiche e riscontri di quanto accaduto. C’è un grido d’aiuto da parte di tutte le persone perbene di Bianco, grido d’aiuto rivolto a chi istituzionalmente è incaricato dell’ordine pubblico. Aiuto che non può determinarsi in sparute apparizioni serali, ma che deve essere costante e costituire un deterrente per tutti coloro che vengono a Bianco non con l’intenzione di trascorrere una piacevole serata, ma predeterminati a dimostrare la propria forza e superiorità sugli altri con la violenza. Questo non può più continuare. Forse si aspetta che accada l’irreparabile, cioè che prima o poi ci scappi il morto, solo in quel momento forse ci si renderà conto di tutto ciò che si poteva fare per evitarlo e non si è fatto. Rappresenta, purtroppo, solo un lontano ricordo le serate in cui sul lungomare vi era fissa la stazione mobile dei carabinieri che solo con la loro presenza costituivano motivo di deterrenza verso tutti coloro che erano animati da brutte intenzioni e motivo di tranquillità per tutte le persone perbene di Bianco. Tutti sanno che la violenza per il 99% dei casi arriva da gruppi di ragazzi che provengono da paesi limitrofi, perché non si fa niente per arginare tutto ciò? Noi non vogliamo che succeda l’irreparabile, anzi non dobbiamo permetterlo e per arrivare a questo bisogna sin da subito stroncare il fenomeno. Assistiamo, con una frequenza direi statistica, ad episodi di violenza che hanno come protagonisti ragazzini tra i 15 e i 20 anni. Il “branco”, come spesso viene richiamato, aggredisce, picchia e a volte addirittura uccide, ma quando usiamo questo parola non stiamo parlando di un entità astratta si tratta di adolescenti di varia estrazione sociale, provenienti per lo più dai paesi limitrofi che hanno stretto amicizia con altri giovani bianchesi che in alcuni casi imitano i loro comportamenti. Quello che li accomuna è una rabbia fine a se stessa che trova sfogo in azioni scriteriate senza ragioni o inibizioni e che fanno uso smoderato di alcool e in alcuni casi anche di droga di vario tipo. Noi non possiamo e non vogliamo abituarci a questi accadimenti, perché l’abituarsi a ciò porterà un giorno a considerare quasi naturale che accadano. È per questo che rivolgiamo l’ennesimo grido di aiuto a chi istituzionalmente è tenuto a tutelare lo Stato di Diritto e la società civile, tutela che non può limitarsi a sporadiche passeggiate di pochi minuti fatti sul lungomare o lungo le vie del paese ma deve essere una presenza costante e attenta a tutela di tutte le persone perbene di Bianco che rappresentano la quasi totalità della popolazione. Esortiamo inoltre chi assiste a episodi simili a denunciare nelle sedi dovute gli atti di violenza senza alcun timore, a tal proposito anche per evitare che la singola persona venga additata o presa di mira rammentiamo che la denuncia può essere sottoscritta anche da più persone e non solo dal singolo.

Osservatorio Civico Bianchese