Bovalino riconferma Maesano

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“Agave”, con Vincenzo Maesano, aldilà delle questioni di merito sulle singole scelte, è riuscita in questi anni a dare continuità ad un progetto concreto e visibile. Gli altri competitor hanno preferito spostare il dibattito politico enfatizzando questioni di principio e puntando sul “contro”, senza in effetti convincere, visti i risultati.

Bovalino ha riconfermato Sindaco Vincenzo Maesano. Il primo dato evidente è una leggera flessione dei votanti e una schiacciante vittoria della lista “Agave” che passa dai circa 1.900 voti del 2017 agli oltre 2.600 conseguiti in questa tornata elettorale con uno scarto di 1500 voti sulla seconda lista.

Dall’altra parte, una “SiAmo Bovalino” che non ha convinto gli elettori e una “Bovalino al Centro” che si attesta su un risultato deludente.

Una corretta lettura del dato elettorale non può prescindere da un’analisi delle dinamiche che hanno portato alla formazione delle liste e, ancor prima, dell’azione politico amministrativa di Agave in quest’ultimo quinquennio, ma anche dell’efficacia dell’opposizione e di quanto questa abbia influito sulle scelte dell’elettorato.

Anche la presenza dei partiti a Bovalino, la loro azione politica e i consensi ricevuti nel tempo sono utili elementi per avere un quadro completo.

Bovalino è una comunità di moderati, la storia del paese lo insegna; non ama gli eccessi né gli estremismi e l’elettorato vuole (e deve) essere rassicurato sulle politiche per il territorio. “Agave”, aldilà delle questioni di merito sulle singole scelte, è riuscita in questi anni a dare continuità ad un progetto concreto e visibile. Gli altri competitor hanno preferito spostare il dibattito politico enfatizzando questioni di principio e puntando sul “contro”, senza in effetti convincere, visti i risultati. L’opposizione e la critica politica sono il sale della democrazia quando il confronto, anche serrato, diventa strumento di crescita; in questa tornata elettorale, e ancor prima, rare sono state le volte in cui ci si è battuti sulle proposte e questo ha alimentato confusione e frastornato la comunità che ha preferito dare fiducia al Sindaco uscente e non fare una sorta di “salto nel buio”.

Ciò ha orientato anche il cosiddetto voto libero, inteso come voto di opinione scevro da “condizionamenti” parentali, amicali o di appartenenza partitica, a cui ci si è rivolti appellandosi anche alla libertà e alla pratica della democrazia, che sicuramente è andato a Vincenzo Maesano e ai suoi.

Anche se le liste erano caratterizzate dal “civismo”, neppure i partiti, mi riferisco a quelli dell’area di centrodestra, che in altre occasioni sono scesi in campo direttamente determinando l’esito delle consultazioni (altri tempi), sono stati capaci di fornire una valida unitaria alternativa. Eppure, a Bovalino vi sono rappresentanti che ricoprono ruoli importanti ed hanno rivestito cariche elettive di spessore. La proposta di Forza Italia e di Fratelli d’Italia di un candidato Sindaco, notoriamente di centro sinistra, sull’impegno che avrebbe preso la tessera di partito, rappresenta la punta dell’iceberg di una pratica politica molto diffusa sul territorio, e non parlo solo di Bovalino, che non vuole una classe dirigente credibile e all’altezza del compito ma subalterni accomodanti ed esecutori.

Anche il mancato accordo con i “centristi”, nonostante i buoni propositi, denota una propensione ad interessi partigiani e alla mancanza di visione complessiva della politica e dello sviluppo del territorio.

Non sarebbe altrimenti spiegabile come dappertutto si predilige l’accordo di centro destra in alternativa alla sinistra e qui, al contrario, si continua a “sperimentare” liste trasversali.

Ripercorrendo le fasi pre-elettorali e memori delle passate esperienze nella formazione delle liste, viene quasi da pensare che sono tanti i politici che non hanno alcun interesse per questo o quel paese e, ancor peggio, vi è chi si lascia (?) inebriare dal loro “vento del cambiamento”; cui prodest?

La vitalità delle liste civiche, è vero, si è affermata nel tempo e i rappresentanti del cosiddetto “civismo” hanno avuto un peso determinante nell’elezione di alcuni sindaci ma è anche vero che queste esperienze, alla prova dei fatti, sono durate poco e non hanno prodotto effetti di sistema. Certamente, un conto sono le liste civiche di “area” che vengono costruite per coinvolgere chi non si occupa di politica ma condivide una visione di società, altro sono gli accordi trasversali, a volte anche improvvisati, per raggiungere un obiettivo. A tal proposito, a Bovalino, solo “Agave” rappresenta un’esperienza che ha generato effetti, condivisibili o meno. Ci avevano provato Destra e Sinistra con “Nuova Bovalino” che però non ha prodotto alcun risultato, né elettorale (arrivò seconda nel 2010) né politico (si sciolse dopo le elezioni).

Anche stavolta parte della Destra e parte della Sinistra ci riprovano, richiamando a tratti quell’esperienza e rispolverando vecchi slogan, con il sostegno dei rappresentati di partito che continuano a soffrire di miopia politica.

L’ansia di “vecchie novità” e il lancio di “volti freschi” a Bovalino non sono stati sufficienti e non hanno sortito grandi effetti.

Chissà, magari Bovalino non fa differenza tra “Vecchia” e “Nuova Politica” ma tra il “Vecchio e il Nuovo Modo di fare Politica”, né tra “Vecchi politici” e “Volti nuovi” ma tra competenze e dilettantismo politico perché, si sa: “…. Un sarto che è davvero capace di tagliare e adattare un soprabito da l’idea di essere un uomo davvero ammirevole, un professore universitario che sa poco o niente delle cose che presume di insegnare dà l’idea di essere un imbroglione …” (Henry Louis Mencken).

Giuseppe Serranò