Calabria: a giudizio ex commissario della sanità Scura

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Il gup del Tribunale di Cosenza ha rinviato a giudizio l’ex commissario alla sanità in Calabria Massimo Scura e l’ex direttore generale del Dipartimento Salute della Regione Antonio Belcastro ed ha prosciolto l’altro ex commissario alla salute Saverio Cotticelli.

Secondo i pm, per edulcorare un buco di bilancio già sostanzioso, il management dell’Azienda avrebbe omesso, tra le altre cose, di riportate in bilancio le cifre del contenzioso legale che, da solo, ammonterebbe ad oltre mezzo miliardo di euro. Inoltre ci sarebbe stato il disallineamento tra il saldo di cassa effettivo disponibile e quello risultante in bilancio legato a 54 milioni di euro di “sospesi di cassa”, somme non più disponibili, secondo le indagini, perché già pagate per pignoramenti e la mancata contabilizzazione degli incassi dei crediti vantati, e la mancata svalutazione e stralcio di quelli inesigibili. I bilanci del triennio 2015-2017 sono stati comunque approvati dagli organi di controllo istruttorio, nonostante le presunte irregolarità e i pareri negativi del collegio sindacale. L’Asp di Cosenza, una delle più grandi d’Italia per risorse finanziarie gestite – circa 1,2 miliardi di euro l’anno – numero di dipendenti e bacino d’utenza servito, è anche una delle più indebitate. Tra le persone offese figurano anche l’Asp di Cosenza e la Regione Calabria.

Oltre a Scura e Belcastro sono stati rinviati a giudizio altri 13 imputati, l’ex direttore generale dell’Asp di Cosenza Raffaele Mauro, l’ex delegato all’emergenza Covid del dipartimento Salute della Regione Calabria Antonio Belcastro, l’ex direttore amministrativo dell’Asp di Cosenza Luigi Bruno, l’ex direttore sanitario dell’Asp di Cosenza Francesco Giudiceandrea e i dirigenti dell’Asp Antonio Scalzo, Bruno Zito, Vincenzo Ferrari, Fabiola Rizzuto, Aurora De Ciancio e Nicola Mastrota.

Dovranno comparire a giudizio anche Carmela Cortese, Remigio Magnelli, Giovanni Lauricella, e Maria Marano. Le ipotesi di reato contestate sono, a vario titolo, falsità ideologica, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale e abuso d’ufficio. Archiviate, inoltre, le posizione di Pasquale Bozzo e Alfonso Luzzi. La prima udienza del processo si svolgerà il prossimo 22 settembre.