Caso Morra: Che figura di m…

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Con questo frase, l’avvocato Pino Mammoliti, sintetizza l’ultima scelleratezza compiuta da Nicola Morra, attuale presidente della commissione parlamentare Antimafia.

La famosa frase più volte replicata nelle reti televisive di Emilio Fede, a quel tempo direttore del tg4, si adatta più che bene all’ultima scelleratezza compiuta da Nicola Morra, attuale presidente della commissione parlamentare Antimafia.

Ho sempre pensato che questo ibrido personaggio (metà scemo e metà arrogante), rappresenti in assoluto il peggio del “nuovo corso della politica” tanto da far bene figurare l’osceno della “prima repubblica ” e “l’imbarazzante” della seconda. La richiesta avanzata alla presidente del Senato Casellati di ricevere gli arretrati delle indennità di senatore per i quali aveva espressamente rinunciato a causa della sua appartenenza al “Movimento 5 SS “, lo smaschera facendo venire fuori il vero volto di un uomo altamente pericoloso per sé e per gli altri. L’accattone (Morra) indolente verso il dramma della povertà diffuso in Italia, chiede allo Stato, che indegnamente rappresenta in sede parlamentare, la corresponsione di 50000 euro quali somme “donate” per rinuncia al momento della sua elezione a Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia.  Provate ad immaginare se dopo aver fatto la carità ad un povero o aver donato il sangue a chi ne ha bisogno, si chiedesse la restituzione a fine giornata. Questa è la peggiore rappresentazione del teatro della politica e di molti dei teatranti impegnati “in  prima linea”, così si autodefiniscono i moderni imbecilli di ogni ordine e grado. Questa è, cari amici di Facebook, la differenza tra gli italiani e chi li governa. Per fortuna gli italiani, non tutti, donano senza nulla chiedere in cambio.